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Cinciarini ricuce lo strappo tra i tifosi

Adriano Arati
Cinciarini ricuce lo strappo tra i tifosi

Il capitano della Grissin Bon: «Con Caserta c’è stato un equivoco, è ora di dimenticare, siete tutti importanti per noi»

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REGGIO EMILIA. «Chiedo a tutti i ragazzi del gruppo Arsan ed ai tifosi di Reggio di fare la pace e spero soltanto si sia trattato di un equivoco perché voi tutti siete il nostro sesto uomo in campo».

Torna a parlare delle tensioni fra i sostenitori biancorossi, il capitano della Grissin Bon Andrea Cinciarini; una polemica che dopo la gara con Caserta ha animato il web nostrano per parecchie ore.

Già al termine della partita, il giocatore biancorosso aveva ribadito la propria vicinanza agli Arsan, il gruppo ultras organizzato ed in sala stampa si era augurato che la situazione tra questi ed il resto del pubblico del PalaBigisi chiarisse alla svelta.

Domenica sera è stato in effetti piuttosto surreale ascoltare i boati di disapprovazione degli spalti verso i cori rivolti dalla curva biancorossa ai casertani. Il pubblico insomma si è come ribellato contro la propria parte più vitale e rumorosa. Gli Arsan, a propria volta comprensibilmente delusi dalla reazione del PalaBigi, hanno progressivamente smesso di tifare, hanno tolto striscioni e tamburi e dopo un’ovazione rivolta all’ex di turno Michele Antonutti hanno scioperato nell’ultimo quarto del match, all’insegna dell’adesso tifate voi.

L’ANTEFATTO. Una situazione davvero anomala, figlia di un’incomprensione e di un brutto precedente. Due anni fa, un gruppetto di ultras reggiano in trasferta a Caserta venne aggredito dai corrispettivi campani: alcune persone vennero derubate ed uno storico striscione venne portato via. Una vicenda che fu pure fra le cause del successivo scioglimento dell’allora Collettivo Biancorosso.

Domenica sera, gli Arsan hanno intonato i loro cori per prendersi una piccola soddisfazione contro i casertani, ma gran parte degli spettatori reggiani non era a conoscenza della disavventura accaduta due anni prima in Campania. Così il pubblico reggiano ha pensato che quelle offese andassero contro tutta la formazione ospite, compresi due amatissimi ex, Mordente e Antonutti ed ha iniziato a propria volta a mugugnare.

Il risultato, lo stop del tifo nell’ultimo quarto ed un rancore crescente.

Cinciarini, sul proprio profilo Facebook, ricorda l’episodio casertano: «per chi era lì è stato davvero un bruttissimo gesto e oggi loro, che ci sostengono ogni partita, volevano anche fare qualche coro contro i tifosi ospiti», spiega. Adesso, aggiunge, è ora di dimenticare tutto: «via Guasco deve essere il nostro fortino, ci deve essere sempre un gran boato e soprattutto un pubblico coeso che ci aiuti», è la sua speranza.

La discussione, principalmente su Facebook, è continuata sino a ieri sera, fra riavvicinamenti ed altre tensioni. Molte persone, dopo aver scoperto del fattaccio a Caserta, hanno ammesso di capire meglio il comportamento degli ultras, mentre altre hanno precisato che forse sarebbe stato meglio spiegare quell’ostilità al resto della platea. Dal lato opposto, vi è anche chi sottolinea come la reazione “politicamente corretta” sia comunque stata sgradita: contro altre tifoserie rivali, ad esempio Pistoia, i cori offensivi da ambo le parti non erano mancati, ma via Guasco non aveva protestato. In questo senso, ha inciso la presenza di Antonutti e Mordente.

 

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