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Raimondi ora vuole il podio

Raimondi ora vuole il podio

Motociclismo: i propositi del giovane pilota scandianese

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SCANDIANO. Andrea Raimondi, 16 anni, è uno dei giovani piloti più promettenti d’Italia. Frequenta l’Itc Gobetti di Scandiano, alternando lo studio alla sua grande passione: la moto.

Ha iniziato a correre con la Moto 3 nel 2013, prima cosa ha fatto?

«Qualche uscita con il mio attuale meccanico che mi ha insegnato ad usare la moto, poi subito a marzo come prima esperienza agonistica il Circuito del Mugello. E' stato un anno in cui ho acquisito esperienza sotto tutti i punti di vista: conoscere i circuiti, la moto, l'ambiente e ahimè anche cadere».

Come è entrato nel Lucky Racing Team?

«E' stato automatico, è il team dove correva mio padre anni fa: appena gli ho chiesto se potessi correre in moto ha allestito subito una bella squadra che mi ha messo a mio agio e mi ha aiutato a crescere».

In pista con papà Marco che rapporto ha: padre-figlio o pilota-manager visto che è anche il presidente del team?

«Entrambi. Mi dà consigli quando sbaglio ed è sempre disponibile ad ascoltarmi. Ma è anche molto critico visto che anche lui ha corso nei circuiti dove corro e spesso si ricorda come va impostata una certa curva o situazione».

La stagione 2014?

«A Vallelunga si è rotto il motore, a Misano sono stato vittima di un incidente, quindi in queste due trasferte non ho preso punti, ma ho terminato il campionato al sesto posto».

Un sogno nel cassetto per la nuova stagione?

«Andare a podio perché nel 2014 ci sono andato vicino».

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