Se non cambia qualcosa, la Povigliese giocherà solo coi locali
POVIGLIO. Povigliese tra sogno e realtà. Le ferite della recente retrocessione sono ancora evidenti, ma la perdurante crisi economica impone di tenere i piedi per terra. Una piazza da sempre abituata...
POVIGLIO. Povigliese tra sogno e realtà. Le ferite della recente retrocessione sono ancora evidenti, ma la perdurante crisi economica impone di tenere i piedi per terra. Una piazza da sempre abituata alla Promozione fatica e sgomita ora in Prima, ma cuore e passione sono da sempre i motori giallorossi.
«Ricopro la carica di presidente da venti anni– rimarca Enzo Pelosi –in pratica una vita. E pensare che dovevo essere solo di passaggio...».
Il bilancio della prima parte di stagione?
«Ci aspettavamo sicuramente qualcosina in più, però abbiamo anche capito che dei limiti ci sono. Siamo però una delle squadre più giovani e spesso infortuni e squalifiche ci hanno penalizzato».
Siete in zona play out.
«Sia ben chiaro che non siamo ancora morti. Ripartire dopo una retrocessione non è mai facile e forse qualcuno si era illuso. E' tornato Pasini, ma la pronta risalita della volta precedente era stata un'altra storia. Avevamo una squadra di un certo tipo ed un bomber del calibro di Lorenzini».
Pasini crede che la Povigliese sia da primi cinque posti.
«E’ fiducioso, ma sopratutto molto bravo a caricare l'ambiente. Dalla nostra parte ci sono le prestazioni, nessuno è mai riuscito a schiacciarci. Poi è chiaro che a volte è mancato quel pizzico di fortuna e di determinazione».
Fare calcio è sempre più complicato?
«Se a breve non cambierà questa situazione finanziaria non nego che potremmo essere costretti a tornare a giocare solo con i locali. Ma ora non pensiamoci – conclude il presidente Enzo Pelosi – dato che è appena iniziato il 2015 e voglio fare gli auguri di buon anno a tutte le società».
Luca Cavazzoni
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