«Meritiamo di essere dove siamo arrivati»
Frosini: «La classifica va letta alla luce di quanto successo»
REGGIO EMILIA. «Sono molto positivo. E vorrei che si leggesse la classifica positivamente alla luce di quello che abbiamo passato e che continuiamo a passare. La squadra non è mai stata al completo dall’inizio della stagione, abbiamo avuto tanti infortuni, giocatori a gettone ma anche l’occasione per far crescere i nostri ragazzi e averli più maturi e pronti per i playoff».
Disegna con rapidi tratti il bilancio di una travagliata metà stagione, il ds biancorosso Alessandro Frosini. E insiste su quanto di positivo fatto e, nel contempo, nel non caricare di pressioni esagerate una gara, quella che la sua Grissin Bon andrà ad affrontare dopodomani sera a Brindisi. In ogni caso, vincendo la trasferta la Pallacanestro Reggiana arriverebbe là dove non è mai stata: fra le prime quattro della serie A. Perfettamente in linea con le ambizioni estive.
A Brindisi rientrerà Kaukenas?
«Oggi Rimas corre e tira ma avverte ancora molto dolore e non si sente pronto per scendere in campo. Pensavamo di poterlo recuperare per la gara con Caserta ma nel momento in cui si è tornato ad allenare con la squadra ha avuto un peggioramento ed è stato costretto a rallentare il percorso. Direi che non lo rischieremo a Brindisi e speriamo di recuperarlo per la partita interna con Trento del 25 gennaio».
Come procede la riabilitazione di Darjus Lavrinovic? I tempi sono rispettati?
«Da una settimana Darjus sta lavorando con un fisioterapista di Siena, Filippo Borghi. Abbiamo deciso di avvalerci di un consulente esterno scegliendo un professionista che conoscesse bene il giocatore e di cui lui si fidasse perché lo aveva già seguito in passato, così come aveva seguito anche il fratello Ksystof. Sui tempi non mi posso esprimere. Darjus è stato operato il 19 dicembre. Servono due mesi per il recupero. Vedremo...».
Da più parti rimbalza che il club sta sondando la disponibilità di lunghi. Ci saranno novità a breve?
«E’ normale fare sondaggi sui giocatori liberi, o che si possono liberare, anche se non siamo sul mercato. Tutto l’anno io mi tengo informato, come è giusto che sia. Aspettando di recuperare in pieno Darjus, noi continuiamo a dare fiducia ai nostri giovani».
I giovani lunghi, appunto. Come giudica le ultime prestazioni di Giovanni Pini?
«Come prima cosa va detto che Giovanni ha subito un infortunio a inizio stagione e sta riprendendo solo ora la confidenza nello stare in campo. Con Caserta ci ha fatto vedere il giocatore che conoscevamo. A Cantù era forse andato un po’ meno bene a livello offensivo e aveva sbagliato qualcosa. Speriamo in un progresso: a Brindisi vogliamo vedere la sua energia, la sua voglia di lottare su tutti i palloni».
Senza Lavrinovic, il centro Riccardo Cervi ora ha un ruolo da assoluto protagonista. Lo ritiene all’altezza delle aspettative?
«Su di lui c’è tanta fiducia da parte del club. Per noi è un giocatore molto importante che sta facendo cose buone e può farne ancora di migliori. Riccardo ha tutte le potenzialità per spostare gli equilibri, non solo in difesa, come già fa ora, ma anche in attacco. Bisogna che gli scatti qualcosa e mostri aggressività anche in fase offensiva».
Del 19enne Adam Pechacek cosa dice?
«Parliamo di un giocatore molto giovane che deve approfittare di quest’anno di “praticantato” per migliorarsi in esperienza. Deve capire che non è più un ragazzino ma è un professionista. Deve migliorarsi nell’approccio e nella concentrazione, cose che verranno con il lavoro in palestra e con il sacrificio di ogni giorno. Poi va detto che dall’Under 19 alla serie A è un bel salto e che le aspettative su di lui in questa stagione erano di fargli fare il quinto lungo. Per questo non va messa troppa pressione su un ragazzo di 19 anni che ha potenzialità, fisico, velocità di piedi, buon tiro e che può difendere sui piccoli ma che al momento ha un bagaglio d’esperienza limitato alle giovanili e, in serie A, a questo solo girone d’andata».
Ora a chiudere il girone d’andata c’è la trasferta di Brindisi, decisiva per definire la griglia della Final Eight di Coppa Italia. Come la vede?
«La vedo come una gara sì molto importante, ma non decisiva per la nostra stagione. A parte definire la griglia di una Final Eight già raggiunta, non vedo significati o problematiche particolari dietro questa partita. E anche in chiave Coppa Italia non è che poi stravolga tutto, visto che son gare secche e incontrare, ad esempiom Sassari o ancora Brindisi ci cambia poco. E’ ovvio che sappiamo che non sarà una gara facile: affronteremo avversari dalle buone doti offensive, che sicuramente ci metteranno le mani addosso, avversari che saltano, corrono e cui piace giocare in transizione. Non facciamo però drammi prima di giocarci quest’ultima partita dell’andata. Al di là di Brindisi, il campionato è ancora lungo 15 giornate».
C’ è rammarico nel pensare a questa metà di stagione così travagliata?
«Non siamo mai stati al completo. Non abbiamo mai avuto la squadra così com’era stata pensata in estate. Ma se siamo dove siamo è perché ce lo siamo meritati. Crediamo nel lavoro che facciamo settimanalmente e che ci ha permesso di arrivare a 20 punti».
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