Gazzetta di Reggio

Sport

basket serie a

Silins: «Secondi o quinti non conta niente devi batterle tutte»

di Adriano Arati
Silins: «Secondi o quinti non conta niente devi batterle tutte»

Ojars guarda al futuro immediato della Grissin Bon «Se vuoi vincere la Coppa il piazzamento è ininfluente»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Ora sto bene, quello che mi manca è la continuità. Come faccio a ritrovarla? Tempo ed allenamenti».

Si conferma una vera macchina da basket Ojars Silins, focalizzata sul lavoro senza molte altre distrazioni. L’ala lettone è finalmente operativa a pieno regime dopo un autunno difficilissimo, passato a guardare i compagni giocare; bloccato da un guaio muscolare che fra ricadute e problemi nel recupero lo ha tenuto fuori parecchie settimane. Oltretutto, quelle cruciali della preparazione che Silins ha solo iniziato per poi fermarsi. Sul campo la ruggine traspare, anche se spesso è cancellata da fiammate di classe ed atletismo come a Venezia, dove ha cambiato la gara quasi da solo.

Adesso è a posto?

«Sto bene, finalmente, mi sento in buona condizione».

Nessuna paura a forzare in campo?

«Sono assolutamente tranquillo, non ho proprio timori, da questo punto di vista non ci sono problemi».

Allora cosa manca, per tornare a vedere il vero Silins?

«La continuità. Sto faticando a ritrovare il giusto ritmo, i meccanismi con la squadra, il ritmo della partita».

A volte si nota. Altre, vedi a Venezia, sembra già in condizione stellare. Come mai?

«E’ proprio questione di continuità. Ci sono degli sprazzi, a Venezia ma non solo, mentre altre volte fatico a rendere».

Tutta colpa della pausa forzata?

«Sì, non ho potuto allenarmi né giocare con i compagni, è dura ora inserirsi bene».

Si “guarisce” solo con il tempo?

«Con il tempo e con gli allenamenti, soprattutto. Adesso che avremo solo una gara a settimana ci sarà spazio per lavorare in palestra tutti insieme».

Quanto ha patito nel rimanere fermo per due mesi?

«Molto frustrante, non potevo allenarmi, non potevo giocare, non potevo aiutare i miei compagni».

Da quando è rientrato gioca quasi solo ala forte. E’ per velocizzare l’inserimento?

«In parte sì, è un ruolo che ormai conosco bene e questo mi ha aiutato, nelle prime settimane del rientro».

Non ha problemi di ruolo?

«Proprio no. Rientrare giocando da quattro mi ha forse aiutato a velocizzare, ma io gioco dove serve alla squadra, sempre e comunque».

Domani sera si concluderà il girone d’andata. Sarete a Brindisi per giocarvi il piazzamento in Coppa Italia: quanto conta?

«Prima di tutto vogliamo vincere la gara, dobbiamo sempre pensare passo dopo passo e Brindisi non è certo una rivale facile».

Perché?

«E’ forte, atletica, molto aggressiva e sul suo campo rende ancora di più».

Se vincete, potete anche arrivare secondi, con una sconfitta, siete sicuramente quindi. Cambierebbe molto?

«Non credo, perché tanto se vuoi vincere una competizione come la Coppa Italia devi battere tutti quanti».

Da quarti o quinti, però, in semifinale quasi sicuramente si troverebbe Milano.

«Ripeto, se si vuole vincere bisogna superarle tutte, prima o poi. Noi andiamo a Brindisi per portare a casa la partita, per il resto ci sarà tempo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google