Per la Reggiana è una prova di maturità
I granata devono dimostrare continuità nelle prestazioni per compiere un salto di qualità e poter sognare la serie B
REGGIO EMILIA. La gara odierna (ore 15) la si potrebbe titolare: Reggiana-Forlì la vendetta. Tra i punti persi per strada nel girone di andata, grida certamente vendetta il pareggio annullato a Siega per un inesistente fuorigioco fischiato a De Giosa. Un debutto con sconfitta che fece arrabbiare anche se tanta acqua è passata sotto i ponti. Quella Reggiana che fece il suo debutto, negativo, al Tullo Morgagni non è lontana parente da quella che ha dato lezione di calcio alla Spal. C’è una distanza di anni luce.
Se poi prendiamo in considerazione un dato numerico, è ancora più evidente la differenza tra Reggiana e Forlì: i granata hanno fatto le loro fortune al Città del Tricolore (20 punti) mentre i romagnoli hanno racimolato solo 5 punti e di questi tre martedì scorso a Pisa. In pratica la Reggiana concede poco in casa, il Forlì raccoglie quasi niente in trasferta. Possiamo anche aggiungere che Ruopolo e compagni si ritrovano con il secondo miglior attacco del girone mentre il Forlì ha il quarto peggior attacco. Ma i numeri nel calcio sono fatti per essere smentiti, vedi la sconfitta di San Marino, perché ciò che conterà oggi sono le motivazioni che i granata metteranno nella partita. Colombo rimarca – giustamente – che più del Forlì (che pure rispetta) teme la sua Reggiana. Un Forlì che, non dimentichiamo, è reduce da due vittorie di fila. Per questo motivo più che la partita della “vendetta” sarà il match in cui i granata dovranno dimostrare di aver acquisito la maturità della squadra che vuole rimanere ai vertici.
L’occasione è ghiotta, visti i risultati maturati negli anticipi (pareggio tra Pisa e Teramo e altro pari tra Gubbio e L’Aquila) ma tutto ciò non conta se in campo Ruopolo e compagni entreranno in campo pensando di avere già in tasca i tre punti. Fino a oggi è stato il tallone d’Achille di questa squadra. Questo è il punto centrale di ogni progetto futuro, anche rispetto al mercato.
Apriamo una parentesi: va dato atto alla società di far seguire i fatti alle parole, di agire con grande senso logico e di mostrare una straordinaria coerenza. Da più parti si invoca per oggi una risposta in termini di presenza allo stadio per testimoniare la vicinanza al club. E’ una giusta motivazione ma quella principale fa riferimento al fatto che questa Reggiana gioca, forse, il miglior calcio del girone o comunque vale la pena pagare il biglietto per vedere all’opera Bruccini e compagni.
“Vieni a vedere la Reggiana e ti divertirai” è il vero slogan che si può sposare a prescindere dall’arrivo di Bianciardi, Messetti, Giannone e probabilmente di Ruben Bentancourt.
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