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CALCIO LEGA PRO

Colombo: «Giocando così possiamo solo pensare alla salvezza»

di Cristiana Filippini
Colombo: «Giocando così possiamo solo pensare alla salvezza»

«Giannone ha fatto vedere la classe cristallina che ha, poi pretendo che entri di più nel vivo del gioco»

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REGGIO EMILIA. Scuro come poche. Anzi, scurissimo come non mai.

L’allenatore granata Alberto Colombo si presenta in sala stampa con un diavolo per capello.

Mister, secondo lei l'esame di maturità è stato superato?

«Solo per il risultato - si affretta a chiarire l'allenatore granata - per tutto il resto assolutamente no».

Cosa non le è piaciuto della squadra?

«La prestazione in primis e l'ho fatto presente ai ragazzi anche tra il primo e il secondo tempo».

Quindi giocando così non si va da nessuna parte?

«Queste sono prestazioni di una squadra che deve salvarsi. Perchè se vogliamo puntare a qualcosa di più e giochiamo così non andiamo da nessuna parte».

Che cosa ha insegnato questa gara?

«Che questa è una squadra che per restare dov'è, deve avere un ritmo e una concentrazione diversa».

Le assenze possono aver influito sulla prestazione?

«E' logico che appena c'è qualcuno che non è della partita, i meccanismi ne risentono. Era un po' prevedibile ma lo spirito della squadra me lo aspettavo diverso».

Cosa avrebbe voluto vedere che invece non ha visto in campo?

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«Una squadra più aggressiva, la classica Reggiana che abbiamo sempre visto in casa».

Invece?

«Invece pronti via ho visto subito una specie di rilassamento. Ho visto una squadra che non mi è piaciuta per niente».

Nel secondo tempo, nonostante il vantaggio, si è avuta l'impressione di una squadra che giocava con paura. Ha avuto anche lei questa sensazione?

«Probabilmente sì. Forse le defezioni hanno intimorito troppo i giocatori. Cercheremo di analizzare perchè non sono per niente contento. Ci teniamo il risultato ma non sono contento della prestazione. Mi aspettavo, anche da chi ha giocato meno, una verve diversa».

Cerchiamo di vedere il lato positivo della gara: una Reggiana che non gioca bene ma vince.

«Ribadisco un concetto: per come siamo costruiti, se giochiamo così di punti ne faremo pochi. Per il futuro io sono più preoccupato quando vedo una squadra così, rispetto a quando vedo una squadra che perde ma che gioca in modo diverso. Questo è il mio calcio e se i giocatori non lo percepiscono vuol dire che devono cambiare loro».

Non è però la prima volta che succede soprattutto in trasferta.

«Non mi interessa che sia la prima o l'ultima volta. Per come concepisco io il calcio, questa è una brutta prestazione. Punto e basta».

Possiamo definirla la partita meno bella fin qui disputata?

«E' la peggiore. E' orrenda come partita e non mi sono per niente divertito. Ho visto giocatori troppo statici, troppo fermi, senza iniziative e senza collegamenti. E quando vedo una cosa del genere penso che forse ho lavorato male io e mi incazzo. Quindi mi incazzo con i miei giocatori perchè in settimana lavoriamo bene, poi alla domenica la differenza la fanno il cervello e la testa. E se la testa non è collegata noi facciamo fatica».

Come guidica il debutto di Giannone come tornante destro?

«Giannone ha fatto vedere la classe cristallina che ha. Poi pretendo che entri di più nel vivo del gioco. E' la prima partita e gli diamo tempo ma mi aspetto che non stia fermo nel suo ruolo ma che si muova su tutto il fronte d’atttacco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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