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CALCIO SERIE D

Pelitteri: «Il mio mito è Neurer nel frattempo penso al Formigine»

di Mara Bianchini
Pelitteri: «Il mio mito è Neurer nel frattempo penso al Formigine»

Sogni e realtà del giovane portiere: «La mia Correggese non dovrà sottovalutare i modenesi»

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CORREGGIO. Nella partita tra Delta Porto Tolle e Correggese, uno dei protagonisti è stato Riccardo Pellitteri. Il portierino ha blindato la porta impedendo ai veneti di fare gol. «Non è stato facile – spiega – perché il Delta ha tanti giocatori importanti che in ogni momento possono cambiare la partita. Assieme al Rimini, è la migliore che abbiamo incontrato».

Riccardo Pellitteri nasce nel 1996 a Palermo dove a nove anni inizia a giocare a calcio nella Fortitudo Golden Boys. Poi un anno al Calcio Sicilia per poi passare alle giovanili del Palermo.«Ho iniziato un po' tardi perché in casa mia il calcio non era seguito, subito dacevo arti marziali».

Nel calcio ha iniziato come portiere o in un altro ruolo?

«Subito come portiere. Mi piaceva tuffarmi, mi piaceva uscire più che giocare solo con i piedi ed anche ora è galvanizzante sentire l'odore dell'erba. Le arti marziali le lascio a mio fratello più grande».

Se poi le riesce bene come a Rovigo...

«Sono contento della mia prestazione, è stato un peccato non riuscire a vincere. Il campo era veramente sconnesso, la palla prendeva direzioni strane. Ci siamo lamentati perché era difficile giocarvi».

Quanto ha inciso l'assenza di Perna, passato alla Paganese in Lega Pro?

«Si è sentita. Abbiamo perso un giocatore di esperienza e tecnicamente molto bravo. Però chi lo ha sostituito ha fatto vedere che possiamo giocarcela contro tutti ugualmente».

Lo scoglio più grande che ha trovato a Correggio?

«L'unico è stato passare da un settore giovanile ad una squadra di serie D. Il rapportarsi con giocatori più grandi ed esperti. Per il resto a Correggio ho trovato delle persone affettuose sulle quali posso contare. E parlo anche della gente, non solo dei dirigenti che sono sempre presenti».

Come si è trovato con Antonio Razzano?

«Benissimo. E' un grande preparatore, fin dal primo giorno si è reso disponibile e mi sta insegnando tanto. Tecnicamente e psicologicamente. Dal punto di vista umano poi mi ha detto più volte che se avessi avuto bisogno, vista la lontananza da casa, avrei potuto contare su di lui ed avere un punto di riferimento».

E con Alessandro Noci?

«Fuori dal campo siamo amici, dentro c'è una sana rivalità. Tutti vorrebbero giocare ma il portiere è uno ed è il mister che decide non certo noi».

Qual è il suo sogno nel cassetto?

«Quello di ogni ragazzo che gioca a calcio, arrivare in serie A. Non necessariamente nel Palermo andrebbe bene... anche la Roma».

Chi è il suo mito?

«Manuel Neuer del Bayern Monaco. E' un portiere fortissimo, moderno che ad ogni partita migliora le proprie prestazioni. Un mito in tutti i sensi».

Tornando alla Correggese, domenica ospiterete il Formigine.

«Non dobbiamo sottovalutarlo solo perché è in zona play out. Questo è un campionato difficile dove non ci sono avversari abbordabili per cui dovremo scendere in campo concentrati come sempre e fare quello che sappiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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