«Già in estate volevo il granata il debutto è stato un’emozione»
REGGIO EMILIA. Matteo Messetti, che in questi giorni ha compiuto 20 anni, è un mancino di centrocampo che può ricoprire vari ruoli. Già in estate era sul taccuino del dg Ferrara ma il Chievo, che...
REGGIO EMILIA. Matteo Messetti, che in questi giorni ha compiuto 20 anni, è un mancino di centrocampo che può ricoprire vari ruoli. Già in estate era sul taccuino del dg Ferrara ma il Chievo, che tuttora ne detiene il cartellino e con cui ha vinto lo scorso campionato Primavera, preferì girarlo alla Cremonese. Pochi minuti giocati e, di conseguenza, la scelta di cambiare aria per iniziare un progetto in granata che durerà almeno fino all'estate del 2016.
A Cremona non ha trovato spazio?
«C'era inizialmente un progetto giovani ma quando le cose hanno iniziato ad andare male sono stati accantonati, così ho deciso di andare via».
Ha indicato subito Reggio?
«La Reggiana era la mia scelta già in estate e so che il tecnico Colombo mi voleva fortemente. Avevo proposte anche dalla B ma voglio crescere pian piano, con l'obiettivo di arrivare a calcare palcoscenici importanti nel più breve tempo possibile».
Qual è il suo ruolo?
«Sono un centrocampista a cui piace inserirsi e creare gioco: ho giocato indifferentemente a sinistra e destra anche se, essendo mancino, mi viene più naturale sulla fascia sinistra».
E nella posizione in cui è subentrato col Forlì?
«In casi di emergenza mi è capitato di giocarci ma sono più mezzala o trequartista che non esterno alto».
Si aspettava il debutto?
«Sinceramente no ma sono contento di questa possibilità dopo pochi giorni dal mio arrivo a testimonianza della fiducia che c'è su di me».
La gratifica la Reggiana?
«Sento la responsabilità di questa scelta, conscio di essere arrivato in una società importante che sta facendo un gran campionato».
In alto quanto?
«Si spera sempre nel primo posto ma l'obiettivo sono i play off».
Che ambiente ha trovato?
«Un bellissimo gruppo, tra staff tecnico e giocatori, che lavora bene e vuole raggiungere i risultati».
Domenica l’Ancona...
«Mi aspetto una gara come col Forlì, combattuta fino all'ultimo minuto».
Come si vive da campione d'Italia Primavera?
«Il ricordo più bello è la finale col Torino quando il nostro portiere ha parato l'ultimo rigore e tutta la tensione dell'anno ha lasciato spazio ai festeggiamenti».
Il suo rapporto con la rete?
«Nelle giovanili avevo abbastanza feeling con il gol».
Qualche compagno ll conosceva già?
«Ho ritrovato Ceccarelli. Al Chievo si allenava già con noi, un paio d'anni più grandi di lui: ha tante potenzialità e si distingue da me perché è più statico, gli piace la palla tra i piedi mentre io preferisco gli inserimenti ed i movimenti lontani dalla palla: si potrebbe dire che siamo giocatori complementari per il futuro».
Il suo idolo e modello?
«Marchisio. Miro in alto, vorrei arrivare... alla Champion's League ed ai Mondiali».
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