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«Vogliamo fare qualcosa di grande»

di Linda Pigozzi
«Vogliamo fare qualcosa di grande»

Cinciarini: «La Grissin Bon può raggiungere alti risultati»

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REGGIO EMILIA. «Non ci siamo mai pianti addosso. Abbiamo reagito alla sfortuna, ai tanti infortuni. Abbiamo commesso qualche passo falso ma siamo riusciti a far vedere il potenziale di questa squadra. Siamo cresciuti e, nonostante alcune sconfitte, abbiamo chiuso l’andata al terzo posto a pari punti con la seconda».

Il carattere di una squadra, la Grissin Bon terza al termine di un tortuoso girone d’andata, emerge con decisione nelle parole del suo capitano. Andrea Cinciarini, leader di una squadra lanciatissima, tira le somme della prima metà della stagione. Fra gioie (tante) e una ferita, l’eliminazione dall’Eurocup, non ancora del tutto rimarginata.

La stagione

Il momento più bello?

«La vittoria interna con Milano: un successo esaltante, raggiunto in un momento in cui avevamo tanti infortunati. E’ stato bellissimo anche perché le partite con Milano, la squadra da battere, sono sempre gare speciali. Raggiungere un risultato simile davanti al nostro pubblico è stato motivo per noi di grande soddisfazione. Bellissima anche la vittoria su Brindisi, un campo notoriamente difficile su cui abbiamo fatto vedere di che pasta siamo fatti. Ha rappresentato un momento importante per il nostro gruppo anche la vittoria a Venezia».

Il momento più difficile?

«La sconfitta nel derby in casa della Virtus Bologna. Arrivavamo da cinque vittorie consecutive, eravamo carichi e c’erano tantissimi tifosi al nostro seguito. Volevamo quella vittoria ma abbiamo fatto una brutta prova. Poi ci sono stati altri “inciampi” qua e là: a Cantù e in casa con Cremona, ad esempio».

L’avventura in Eurocup è finita ben prima del previsto. Perché?

«L’uscita dall’Eurocup ci brucia ancora. Ci tenevamo moltissimo a passare il turno e avevamo anche i mezzi per riuscirci. Probabilmente se non si fosse registrata la serie di infortuni saremmo riusciti a qualificarci alla seconda fase di questa importante manifestazione. Anche se siamo usciti prima di quando avessimo voluto, è stata un’esperienza importante per tutti noi».

In che senso?

«Ci ha portato a maturare e a creare un feeling maggiore fra di noi e con lo staff tecnico. Pensandola in positivo, ora che non giochiamo più in Europa abbiamo più tempo da dedicare alla preparazione per la sfida della domenica di campionato».

La squadra

Gli infortuni hanno regalato minuti ai più giovani che non mancano mai l’occasione di ringraziarla per l’aiuto.

«Sicuramente mi prendo cura dei nostri ragazzi. Vedo in loro tanto talento e tanta, tanta voglia di far bene. Della Valle e Mussini sono stati bravi ad approfittare delle assenze di giocatori più esperti di loro per dimostrare il loro valore. Amedeo ha un grande talento e spero non perda mai quella voglia di far bene. Anzi, mi auguro che quella fame aumenti sempre di più. Federico è ancora molto giovane ed è normale che gli manchino esperienza e malizia, cose che comunque s’imparano in allenamento e che cerco di insegnargli. Ha talento e ha dimostrato di avere una grande faccia tosta».

Dopo i saluti a Ksystof Lavrinovic il reparto lunghi è esclusivamente in mano ai giovani. Come li vede?

«Cervi, Pini, Polonara, Pechacek e anche Silins, quando gioca da quattro, sono andati bene. Vedo ogni giorno quanto danno in allenamento e con che spirito scendono poi in campo».

Il mercato

Ok, spazio ai giovani, ma ritiene che il reparto lunghi debba comunque essere rinforzato in attesa del ritorno di Darjus Lavrinovic?

«Non ci stiamo ponendo il problema. Se la società non è sul mercato è perché sta andando bene chi gioca. Lavoriamo duro ogni giorno con quelli che abbiamo a disposizione. Continuiamo a mettere tanta voglia e tanto impegno, aspettando un campione come Darjus».

Lei dopo l’interssamento dei russi del Kazan, ha ricevuto “proposte indecenti” da altri club?

«No, basta così (ride, ndr). Mi ha fatto piacere sapere di essere apprezzato anche fuori dall’Italia ma ora la mia testa è completamente a Reggio. Siamo consapevoli che una società così non si trova. Siamo tosti, abbiamo un bel gruppo e vogliamo fare qualcosa di grande. Qualcosa di veramente speciale».

La corsa ai playoff

Tolta Milano, alla luce di quanto emerso in questa prima metà stagione chi saranno le vostre dirette avversarie?

«Sassari con gli inserimenti di Brooks e Sanders avrà tanta qualità in più. E’ una squadra molto diversa da noi, basata sul talento individuale. Poi c’è Venezia che ha fatto un grande girone d’andata. Ha un coach espertissimo come Recalcati e ha inserito il nucleo di giocatori ex Siena che hanno portato una mentalità vincente. Metto anche Brindisi perché è una squadra molto fisica che potrà dire la sua. Nel girone di ritorno mi aspetto di vedere crescere ulteriormente Cremona e Trento e anche Cantù e Roma, anche se sono indietro 10 punti ed è difficile che possano recuperarli».

La “sua” Pesaro si salverà?

«Lo spero: è la squadra della mia città. La salvezza se la giocherà con Caserta e spero possa farcela».

La Final Eight di Coppa Italia

Affronterete Trento nei quarti. Avrebbe preferito un’altra avversaria?

«In una manifestazione come la Final Eight, più che l’avversaria conta arrivare pronti fisicamente e mentalmente. Sarà la mia quinta Coppa Italia e con noi abbiamo giocatori come Diener che l’hanno già vinta. Vogliamo provarci. Quello che conta sarà arrivare al 20 febbraio con la consapevolezza che ce la possiamo fare».

L’All Star Game

Sabato sera sarà in campo per l’All Star Game. Soddisfatto della convocazione?

«E’ un onore per me esserci. Sarà una bella esperienza e un bello spettacolo. Vado a Verona con la voglia di giocare bene».

Della Grissin Bon sarete in quattro e sarete tutti titolari. Altro motivo di soddisfazione?

«Certo. E’ un segno che il lavoro svolto è eccellente. Una soddisfazione per il club e per chi l’ha scelta, questa squadra».

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