«La Reggiana è attrezzata per il salto di categoria»
Renato Rafael Bondi, il capitano dell’Ancona, apprezza i granata ma li sfida «Ora noi possiamo giocarcela con tutti, anche con i secondi in classifica»
REGGIO EMILIA. E' il capitano dorico Renato Rafael Bondi, di origini brasiliane, a presentare la sfida di domenica allo stadio del Conero tra Ancona e Reggiana.
Vi brucia ancora la rimonta subita dall'Ancona nella gara di andata?
«Al fischio finale abbiamo preso due gol oltre ad esser stati graziati da un rigore sbagliato quindi mi viene da dire che la Reggiana ha meritato».
Le due squadre vengono da sette punti nelle ultime quattro gare: quale sta meglio?
«Guardando la classifica sta meglio la Reggiana ma il bello del calcio è che non sempre la squadra più forte vince, non sarà facile ma faremo di tutto per far felici i nostri tifosi».
Un inizio stentato e poi?
«Sicuramente c'è stato un aumento della consapevolezza dei nostri mezzi perché, dopo anno di serie D, è normale un po' di rodaggio. Nelle ultime gare la squadra è migliorata tantissimo e cerca sempre di giocarsela con tutti».
A parte lei, Tulli e Tavares chi deve temere la Reggiana?
«Nessuno in particolare, siamo una squadra che gioca unita e compatta ed ognuno dà il massimo per i compagni; se uno di noi molla appena, sono guai per tutti».
Sarà una partita giocata a viso aperto?
«Mi auguro sia bella, tra due squadre di buona qualità che stanno bene fisicamente; ad entrambe piace giocare ed imporre il gioco perciò mi aspetto un grande spettacolo».
Due squadre speculari che adottano il 4-3-3.
«Non abbiamo ancora provato schemi particolari quindi non posso sbilanciarmi su questo».
Il fattore campo sarà fondamentale?
«I tifosi sono sempre importanti per darti la carica, a maggior ragione se giochi contro la seconda della classe».
Quale giocatore toglierebbe dall'undici granata?
«Difficile rispondere perché uno solo non fa mai la differenza. Sappiamo che sarà una partita da affrontare col coltello fra i denti perché incontriamo una formazione complessivamente molto forte».
Forte tanto da giocarsi la promozione diretta in B?
«Credo di sì: vedo tanta qualità in ogni suo reparto ed è logico che ambisca a fare il salto di categoria».
Meglio il calcio brasiliano o quello italiano?
«Sono in Italia da tredici anni e mi sono trovato bene praticamente subito. Le differenze? Beh, ce ne sono tante: là si vedono più "uno contro uno" dove emerge il singolo mentre qua ci sono maggiore tatticismo e più contatto fisico tra i giocatori». (j.p.)
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