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La Castelnovese di Popovici trionfa

La Castelnovese di Popovici trionfa

Gara superba della squadra di Caroni che demolisce un Luzzara in confusione

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CASTELNOVO SOTTO. Su questa gara, bella come quelle che sempre si vorrebbe vedere, si dava il “due fisso” quasi ovunque. Questo pronostico è smentito largamemnte e con pieno merito. La prima frazione si gioca alla pari con alcune occasioni sprecate per un nonnulla da ambo le parti. In particolare al 10’ su punizione di Nese, Ficarelli non riesce a dar fastidio a Boni, in posizione e sicurezza; al 25’ Carvisiglia da distanza alza uno spiovente velenosissimo che batte sulla traversa di Boni e va sul fondo; al 27’ Popovici spara sul secondo palo di Fava, che si limita a guardare, la sfera che sfiora il vantaggio fallendolo.

La ripresa è ancora bella ma assai più ricca di emozioni autentiche. All’8’ Boschini chiama Fava che risponde da par suo; al 17’ l’azione della Castelnovese è avvolgente ed a tutto campo; in zona gol Popovici si beve Curini e piazza il pallone del vantaggio dove nemmeno Fava può arrivare.

La risposta degli ospiti è immediata: palla al centro e Castelnovese salva in corner; dalla bandierina Nese mette nel mucchio davanti a Boni; Caggiati salta a puntino più alto di tutti e insacca il pareggio. La Castelnovese non ci sta, va a premere con insistenza e al 20’ Bigliardi dalla linea laterale, arretra il pallone a Bigi che esplode il destro; Fava ribatte di piede. Luzzara, dall’inizio alla ricerca di Carvisiglia, lo cerca ancora ma invano per la posizione più alta della Castelnovese, pronta al raddoppio di marcatura sul bomber ospite. Al 34’ l’azione dei giallo-verdi è penetrante: Popovici sfugge a Ficarelli e raddoppia per sé e per i suoi. Mentre i ragazzi di Dallasta cercano di nuovo il pareggio, quelli di Caroni tengono il ritmo ed al 40’ vanno a segno ancora: da una rimessa laterale di Calzetti la sfera giunge a Popovici sulla linea dei sedici metri di Fava; controllo e tiro prontissimo che sorprende Fava. Dunque: tris di suo e per quella Castelnovese che si dava per spacciata.

Umberto Pessina

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