Reggiana troppo altalenante per sognare la B
Per la terza volta i granata hanno mancato l’aggancio al primo posto
REGGIO EMILIA. La sconfitta di Ancona conferma l’idea che gli addetti ai lavori a livello nazionale si sono fatti della Reggiana: troppo altalenante per puntare alla serie B.
Il diagramma del cammino granata è emblematico di una squadra che viaggia tra alti e bassi. Nel contesto di un girone equilibrato succede che la Reggiana ha la possibilità, per tre volte, di agganciare la vetta e in altrettante occasioni (Ascoli, San Marino e Ancona) la fallisce. Un primo posto che i granata hanno conquistato in due occasioni: dopo la vittoria a Santarcangelo e nuovamente in seguito al successo sul Tuttocuoio e con due punti di vantaggio su Ascoli e Spal.
Lo stesso vale per il discorso play off: dentro e fuori con facilità.
La prima conclusione che si può stilare è che questa Reggiana non è pronta per lottare per la serie B. Ma del resto non è una novità, il tecnico Colombo l’ha più volte ripetuto: «Non siamo stati costruiti per andare in serie B ma ciò non significa che non ci proviamo».
Va anche detto che le sue dure dichiarazioni dopo la vittoria sul Forlì, ora assumono ben altro valore e confermano che se la Reggiana non riesce a esprimere la sua identità di gioco, può perdere contro qualsiasi avversario. E’ successo a San Marino e il tutto si è ripetuto ad Ancona.
Squadra stanca? Colombo ha detto che non è un problema fisico ma psicologico. Ci può stare anche se la linea di demarcazione è molto sottile. Di sicuro il centrocampo, punto di forza della Reggiana, inizia a mostrare dei cedimenti, a maggior ragione se non viene aiutato dal reparto offensivo. Le assenze di Siega e Ruopolo hanno pesato in questa logica anche se è vero che Giannone non è ancora integrato nei meccanismi e quasi certamente non è al top della condizione. Se poi aggiungiamo che la Reggiana ha subito due gol per clamorosi errori difensivi (di piazzamento nel primo gol, di valutazione nel secondo) il conto torna e la sconfitta ha una sua motivazione.
La Reggiana può tornare a essere protagonista se saprà ritrovare il bandolo del gioco, tutti gli effettivi e poi aggiungere qualche pedina importante. E’ arrivato il regista Antonio Junior Vacca che potrà portare personalità e classe al centrocampo ma forse occorrerà anche correggere il tiro per quanto riguarda la prima punta: non più un giovane rincalzo ma un titolare che possa essere l’alternativa a Ruopolo o giocare al fianco del centravanti napoletano. C’è bisogno, in pratica, di un centravanti bravo nel far salire la squadra quando è sotto pressione, forte nel gioco aereo e possibilmente con le stigmate del goleador. Trovare un centravanti simile non sarà impresa facile anche perché chi ha un bomber così se lo tiene stretto.
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