Sponsor interessati a rendere il Bigi degno della serie A
Il Comune conferma alcune proposte di imprenditori Un passo avanti ma resta da definire il nodo gestione
REGGIO EMILIA. Una nuova, possibile partnership con alcune grosse realtà imprenditoriali italiane, sponsorizzazioni private, accesso al credito facilitato e, forse, un passo più vicino verso la tanto agognata ristrutturazione del Pala Bigi.
Dopo alcune settimane in cui rapporti tra Comune e Pallacanestro Reggiana sembravano essersi un po' raffreddati, nonostante le varie "squadre" di tecnici e responsabili dell'operazione avessero continuato a scambiarsi carte, conti e idee, sul tavolo sono arrivate diverse, importanti carte, forse brisole che potrebbero riuscire a far quadrare i conti per entrambe le parti.
I POSSIBILI SPONSOR. Voci interne al palazzo municipale confermano che nelle ultime settimane sarebbero emerse diverse manifestazioni d'interesse da parte di alcune realtà imprenditoriali di primo piano a livello nazionale. Queste sarebbero disposte a partecipare alla ristrutturazione del Pala Bigi in diversi modi.
LA PARTNERSHIP. Una delle possibilità è che queste società decidano di sponsorizzare direttamente il palasport, allo stesso modo in cui le allora Latterie Cooperative Rounite, tramite il marchio Giglio, parteciparono al sostegno dell'odierno stadio Città del Tricolore. Le imprese coinvolte potrebbero poi intervenire direttamente nell'operazione di ristrutturazione e negli interventi urbanistici che interesserebbero l'area di via Guasco, anche se queste modalità di partecipazione devono ancora essere definite nei dettagli.
IL CREDITO SPORTIVO. Il Comune in questi mesi si è anche impegnato a dialogare con il Credito sportivo che nel caso si procedesse alla realizzazione del restyling del vecchio Bigi potrebbe agevolare l'operazione guidata da Stefano Landi offrendo un finanziamento a tassi vicini allo 0%.
IL COMUNE. Analogamente l'amministrazione municipale, sempre alle prese con i paletti del Patto di stabilità che impedisce ai Comuni di muoversi autonomamente sul piano degli interventi finanziari, sosterrebbe l'operazione con un contributo in conto capitale. Questo potrebbe riguardare sia le opere di urbanizzazione – che il Comune "abbuonerebbe" a Landi – che un altro tipo di contributo, anche finanziario. Questo si aggiungerebbe dunque alla vecchia proposta di Mauro Del Bue riguardante il palazzo ex Omni, che diventerebbe la nuova sede del club e che sarebbe utilizzato anche come foresteria dalla Pallacanestro Reggiana. Proprio questo punto potrebbe essere, assieme all'intervento di uno sponsor di caratura nazionale, la chiave per sbloccare la trattativa.
Resta ancora da definire il nodo relativo alla gestione, che il Comune non sembra disposto a concedere alla Pallacanestro Reggiana per un periodo di tempo troppo lungo in modo da non impegnare troppe legislature, ma la discussione è ancora aperta.
Entro una decina di giorni dovrebbe essere definita la possibile partnership tra uno od alcuni dei nuovi sponsor pronti a subentrare nell'operazione. A quel punto, con tutto il piano finanrziario definito in maniera chiara e coperto, Comune, sponsor, Pallacanestro Reggiana e tutti gli attori coinvolti potrebbero sedersi attorno ad un tavolo per mettere nero su bianco la questione, con il Comune a fare da garante all'intera operazione.
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