Vacca: "Credo nel progetto Reggiana"
Il neo acquisto punta dritto alla serie B: "Sono ambizioso, voglio vincere la Lega Pro"
REGGIO EMILIA. Antonio Junior Vacca, 24 anni da Napoli, ha finalmente iniziato la sua avventura alla Reggiana dopo aver salutato i tifosi del Catanzaro nella sfida di sabato contro quella squadra, il Benevento, che lo aveva lanciato al calcio professionistico dopo lo scudetto vinto ai tempi della Berretti. Si presenta tatuato su tutto il corpo e ci scherza subito sopra: «Fa parte della mia personalità, qua ci sono i volti delle mie figlie ( mentre li mostra, ndc) ma più in generale se volte sapere la mia storia basta guardarmi nudo».
Intanto verrebbe da chiederle: perché Antonio Junior?
«E’ tradizione di famiglia passarsi i nomi: mio fratello porta quello di mio nonno ed io quello di mio padre».
A quando le prime voci sulla Reggiana?
«Circa un mese fa mi è stato proposto il progetto del direttore Ferrara, ho visto tanta determinazione in lui quindi mi sono liberato dal Catanzaro perchè non aveva più ambizioni di classifica».
Cosa ha pensato sentendo il nome Reggio Emilia?
«Finalmente vado al nord, finora l’unica esperienza a nord di Roma erano quei sei mesi veloci trascorsi a Livorno».
Pensa ad un calcio diverso al nord?
«Nel girone C si dice che i campi siano più difficili ed i giocatori più “svegli” e adesso ho l’opportunità di verificarlo».
Che contratto ha firmato?
«Per un anno e mezzo sono un giocatore della Reggiana».
Anche a lei hanno detto di venire a Reggio per andare in serie B?
«Classifica alla mano il pensiero ci deve essere ed in allenamento si darà tutto per preparare al meglio le partite e provarci».
Si descrive ai tifosi?
«Sono prevalentemente destro ma so usare anche il sinistro, sono un giocatore piuttosto tecnico - vista la mia statura non potrebbe essere altro -, ora potrei dire qualsiasi cosa sulle mie qualità ma aspetto che sia il campo a parlare».
Sa di giocarsi il posto con giocatori del calibro di Angiulli, Bruccini e Maltese?
«Voglio mettermi in mostra da subito per ritagliarmi il mio spazio. So che ci sono centrocampisti forti tra i titolari e riserve come Palumbo, che conosco bene, ma darò il mio meglio e poi sarà il tecnico che deciderà».
E’ venuto ad imparare il mestiere da calciatori esperti come Andrea Parola?
«Non solo Parola e non solo i centrocampisti avranno tanto da insegnarmi».
Chi conosce oltre a Giannone e Palumbo?
«Con Ricci ho giocato in una rappresentativa nazionale mentre altri li ho sentiti nominare e visti giocare».
Come giudica la Reggiana?
«Una squadra forte che punterà a fare sempre meglio… sennò non sarei venuto».
L’ha vista all’opera?
«Ho visto Spal-Reggiana. Mi sembra una squadra che gioca palla al piede come piace a me ma soprattutto con un gruppo che si aiuta a vicenda».
E’ un centrocampista col vizio del gol?
«A Catanzaro non ho mai segnato ma ricordo che l’anno in cui ho segnato alla Reggiana ne avevo fatto 4».
Ha già notato la pressione di una piazza molto ambiziosa?
«La pressione c’è per quelli che vanno in guerra. Io devo solo giocare a calcio facendo del mio meglio e cercando di dare il massimo quando sarò chiamato in campo».
Sente delle responsabilità per la fiducia accordatale?
«Sono giovane ma ho già una moglie, Claudia, e due figlie di tre anni ed un anno, Gioia e Melissa - che saluto -, quindi mi sento una persona responsabile da tempo».
La scelta di Reggio è stata dettata anche dalla famiglia?
«Assolutamente no, io penso al mio lavoro. La famiglia, almeno per i primi sei mesi non mi raggiungerà nemmeno».
Gianluca Di Chiara cosa le ha anticipato della città?
«Me ne ha parlato molto bene e mi ha promesso che quando torna a casa verrà a salutarmi».
Ci sono tanti suoi colleghi al sud che vorrebbero venire a giocare qua?
«Anche Catanzaro era una bella realtà ma mi affascinava una nuova esperienza come questa. Ho avuto anche compagni che, avendo giocato già al nord, preferiscono il sud. E’ tutto molto soggettivo».
Le è dispiaciuto andarsene?
«I tifosi erano legatissimi a me e viceversa ma il mio lavoro è quello di fare il calciatore e senza alcuni presupposti ho dovuto andarmene».
A quale giocatore si ispira?
«Pirlo o Verratti ricoprono più o meno il mio ruolo ma hanno piedi importanti».
Il sogno nel cassetto?
«Per un calciatore è sempre quello di salire di categoria ed arrivare nella massima serie ma a me piace fare piccoli passi per volta: per ora dalla Lega Pro cerco di arrivare alla serie B».
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