«Pronti a spostarci a Bologna ai playoff»
Landi: «Il restyling del Bigi? Ancora nulla di concreto»
REGGIO EMILIA. Il nodo è il solito. Un palasport, il vetusto Bigi, divenuto gabbia strettissima per una società come la Pallacanestro Reggiana che vuole prendere definitivamente il volo. L’agognato incontro fra i vertici del club e gli amministratori del Comune cittadino in cui si giocherà una partita importantissima per tutto lo sport reggiano si terrà a breve, tiene a chiarire il patron biancorosso Stefano Landi, anche se ancora non è stato fissato.
Fiducioso?
«Non so dirlo. Il percorso intrapreso è noto. So che ci sono stati scambi di corrispondenza fra Comune e Pallacanestro Reggiana per affinare il business plan ma di concreto non c’è nulla».
Neppure l’interessamento di qualche grande gruppo che offrirebbe la propria partnership nell’impresa?
«Si parla solo della realizzazione di alcuni interventi. Personalmente non ne so nulla. Più importante che passi un concetto nei nostri amministratori».
Quale?
«Che un palasport è un elemento di primissima necessità. Fino a ora, purtroppo, l’urgenza del palasport è stata legata solo alla Pallacanestro Reggiana e non deve essere così. Sono stati stanziati 5 milioni di euro per le piscine motivando questa decisione con il fatto che “tutti possono utilizzare la piscina”, quando è così anche per un palazzetto. Deve passare il concetto che il palasport non è per la Pallacanestro Reggiana ma è per la città».
Non si arrivasse a ristrutturare il Bigi è ancora convinto di ridimensionare le ambizioni?
«Sì. E non è un ricatto, nè un modo per fare pressioni, sia chiaro. Una squadra professionistica che voglia giocare anche a livello europeo non può continuare a farlo in un impianto come è il Bigi. Se non ci saranno mosse concrete entro l’estate, penseremo a ridimensionare il nostro progetto. I limiti dell’impianto li abbiamo già dimostrati esaurendo i 3.500 posti in campagna abbonamenti».
Tanto che per l’Eurocup siete migrati a Bologna. Il bilancio di quest’esperienza?
«Se ci fosse stato a Reggio un impianto adeguato non ce ne saremmo mai andati. Abbiamo scelto il palaDozza dopo la positiva esperienza della Final Four di Eurochallenge, in cui ci abbiamo giocato “in casa” davanti a 5mila persone. Purtroppo, ed è già storia, non siamo riusciti ad andare oltre la prima fase d’Eurocup probabilmente a causa dei tanti infortuni. Credo che se ci fossimo qualificati alla seconda fase, ci sarebbe stato il pubblico delle grandi occasioni».
Pensate di migrare ancora?
«Non in via permanente. Noi siamo Reggio».
Neppure per i playoff?
«La nostra ambizione è arrivare in una posizione alta alla fine del girone di ritorno. Se ci qualificassimo ai playoff ci si aprirebbero due possibilità: o permettiamo a 3.500 persone di assistere al nostro spettacolo senza creare disagi o diamo la possibilità a tutti di vedere le nostre gare. Io preferisco avere anche gli spettatori che per tutta la stagione non hanno avuto la possibilità di vederci. Spostarci a Bologna per i playoff è in ogni caso un discorso che in società non abbiamo ancora affrontato, ma è l’opzione fra le due possibili che preferirei».
La corsa ai playoff è ancora lunga. Chiudete l’andata dietro e a pari punti con Sassari e Venezia. Crede che l’attuale classifica rispecchi i valori reali?
«Sì. Ho sempre detto che Milano è un gradino, o un gradone ora che rientrerà Hackett, sopra tutti. E dietro l’EA7 vedo il gruppo che c’è ora, fra cui inserisco anche Brindisi».
Se non foste incappati nella sventurata serie d’infortuni, la vostra posizione avrebbe potuto anche essere migliore?
«Con i “se” e con i “ma” non si fa niente. Di sicuro gli infortuni sono stati tanti ma, pur privandoci di giocatori importanti, ci hanno anche permesso di concedere minutaggi alti ai nostri giovani».
Della Valle e Mussini su tutti.
«Non ho mai nascosto che per me Della Valle è stato il giocatore migliore di questa prima parte della stagione. E’ un ragazzo che diventerà molto importante per tutto il movimento».
E di Mussini cosa dice?
«Un ragazzino per l’anagrafe ma già un giocatore con un ottimo tiro e un alto livello di intelligenza cestistica. Ovviamente deve ancora crescere».
Resterà a Reggio?
«La scelta spetta a lui. Ci ha chiesto di aspettare la fine della stagione per scegliere se accettare la proposta di un college statunitense».
La sua scelta sarà fra Reggio o l’Ncaa oppure crede che spunti qualche altro club?
«Se rimarrà in Italia credo che resterà con noi. Reggio è il posto ideale per i giovani, come ci è stato confermato tante volte».
Polonara è arrivato in estate. Come giudica i suoi primi mesi reggiani?
«E’ un giocatore forte e una pedina preziosa a rimbalzo. All’inizio si è dovuto ambientare, poi ha fatto vedere tutte le qualità che ha».
L’infortunio ha messo fuori gioco Silins per lunghi mesi. Come l’ha visto dopo lo stop?
«A Brindisi abbiamo potuto vederlo anche per la prima volta nel ruolo di ala piccola. Ha un tiro micidiale e un fisico super: quando sarà al 100% sarà l’elemento in più».
Anche Pini è stato indisponibile a lungo a causa di un infortunio.
«Purtroppo anche la sua stagione è stata condizionata da un infortunio. Adesso che è tutto superato confidiamo anche nel suo contributo».
In estate avete dato fiducia a Pechacek. Come le è sembrato il suo debutto reggiano?
«E’ un altro ragazzo molto giovane che nei minuti che ha potuto avere a disposizione ha già dimostrato alcune caratteristiche. Ha un bel tiro, è alto e fisicamente molto forte. Anche lui dovrà crescere».
Ora questo gruppo deve affrontare il girone di ritorno, oltre alla Final Eight di Coppa Italia. L’obiettivo? Qualificarsi per l’Eurolega?
«Al solo pensiero di poter disputare l’Eurolega mi tremano le gambe: qualificarci sarebbe un grandissimo risultato. Siamo in lizza in Coppa Italia e in campionato e l’obiettivo è far bene in tutto. Noi ci siamo e siamo concentrati per fare una seconda parte di stagione con il massimo impegno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
