«Lavoriamo senza sosta per il restyling del Bigi»
Vecchi: «L’impianto è importante per la città e vogliamo arrivare sino in fondo Continuo a essere fiducioso che questa complessa operazione possa realizzarsi»
REGGIO EMILIA. «Non ci siamo dimenticati del palasport e della squadra. Negli ultimi sei mesi abbiamo lavorato per arrivare fino in fondo a un’operazione complessa qual è il restyling del Bigi».
Scansa ogni polemica, il sindaco di Reggio Luca Vecchi che tiene a far luce sul lavoro compiuto dall’amministrazione comunale per arrivare a inaugurare il cantiere in via Guasco e consegnare alla Pallacanestro Reggiana un impianto moderno e adeguato alle proprie alte ambizioni.
«Una premessa è importante - spiega il primo cittadino - e cioè che il Comune da solo non è in grado di ristrutturare e ampliare il Bigi, né tanto meno costruire un nuovo palasport. Per realizzare un’operazione di questo tipo dovrei chiudere una decina di asili o non far asfaltare le strade per tre anni oppure chiudere il teatro. E questa è una realtà che accomuna tutti i Comuni d’Italia. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di costruire un project fra pubblico e privato per la realizzazione dell’opera. Lo stesso percorso che abbiamo previsto di attuare per la ristrutturazione delle piscine. E’ un’inesattezza infatti sostenere che abbiamo stanziato 5 milioni per la piscina di via Melato e non sul palasport perché il percorso che si andrà a intraprendere è identico».
La volontà di ristrutturare il palaBigi da parte vostra quindi non manca...
«Noi siamo l’amministrazione comunale che, assieme alla precedente, ha fatto di tutto per dare risposte alla Pallacanestro Reggiana e dar vita al progetto condiviso con la società cestistica».
Concretamente come vi state muovendo?
«Abbiamo dato disponibilità per conferire la palazzina ex Omni alla Pallacanestro Reggiana: un immobile in cui nei piani dovrebbe essere allestita la sede del club, la foresteria e altre strutture, del valore di oltre due milioni di euro. Abbiamo poi dato disponibilità di un contributo in conto capitale di 500mila euro che è dove possiamo arrivare. In più ci prendiamo l’impegno a conferire un trasferimento in conto gestione superiore ai 100mila euro annui che nell’arco dei 30 anni in cui l’impianto resterà in gestione alla società. Non solo. Abbiamo anche incontrato i rappresentanti del credito sportivo».
Novità su altri fronti?
«In questi mesi alcuni soggetti hanno manifestato anche informalmente la volontà di star dentro all’operazione e abbiamo capito, idea condivisa con la Pallacanestro Reggiana, che era opportuno allargare la cordata. Dopo l’interessamento di Bosch, nell’ultima settimana si è fatto avanti anche un nuovo soggetto privato, un investitore in grado di agevolare l’operazione. Essendo una notizia recentissima, non ho ancora avuto modo di parlarne con Stefano Landi. Lo farò nel corso del nostro prossimo incontro».
Quando avrà luogo?
«A breve. Ancora non abbiamo fissato una data ma i tempi non saranno certo lunghi».
La società chiede urgentemente risposte...
«Ed è nostra intenzione fornirle al più presto e nel modo più completo possibile. Vogliamo dare risposte alla Pallacanestro Reggiana, ma anche alla città perché siamo perfettamente consapevoli dell’importanza per tutti di un impianto sportivo. Abbiamo lavorato moltissimo negli ultimi mesi. Entro la primavera avremo una risposta definitiva».
Nel frattempo montano le polemiche.
«Io non partecipo ad alcuna competizione polemica. Stiamo lavorando per poter arrivare a realizzare un’opera importante per la città e non solo per il basket. E ai tifosi che mi hanno mandato mail voglio dire che non ci siamo dimenticati della squadra e del palasport. Stiamo lavorando alacremente ormai da mesi su un’operazione complicata. Fosse stata facile, si sarebbe già conclusa anni e anni fa».
Il patron biancorosso Landi ha più volte dichiarato che senza un palasport adeguato dovrà ridimensionare gli obiettivi. E’ ottimista che si arrivi al risultato che tutti auspicano e si scongiuri questo “pericolo”?
«Sono fiducioso. Come ho detto, siamo al lavoro. Non accetto polemiche di sorta. Da tifoso sono convinto che la squadra farà un grande campionato. Ci sono tanti ragazzi italiani giovani: la condizione migliore per affermare che si è aperto un ciclo e non certo che si stia chiudendo».
Landi ha espresso la volontà di migrare a Bologna per i playoff. Cosa ne pensa?
«Da sindaco dico che preferirei che si giocasse a Reggio. Vengo spesso al Bigi e posso dire che il calore del palasport di via Guasco è diverso da quello del pala Dozza. Giocare a Reggio ha un impatto emotivo maggiore sulla squadra. Poi mi rendo conto che è autonomia della società decidere dove giocare e sono nella condizione di capire ogni scelta che il club possa compiere. Tengo però a sottolinare una cosa».
Quale?
«Che non abbiamo mai smesso di lavorare. Ora servono nervi saldi per arrivare fino in fondo. Non siamo mai stati tanto vicini. Dobbiamo proseguire nel percorso intrapreso senza dar vita a polemiche. Questi sono mesi importantissimi perché se ultimiamo il tutto entro la primavera si potrà iniziare la parte burocratica prima dell’estate in modo da aprire, finalmente, il cantiere in via Guasco».
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