Matteo Lusuardi ritrova la Povigliese
Il difensore del San Prospero Correggio: "Questa è la mia ventesima stagione da dilettante"
CORREGGIO. Reduce dalla sconfitta contro il fanalino di coda Campeginese per il San Prospero Correggio è già tempo di pensare all'impegno interno con la Povigliese. Per Matteo Lusuardi sarà un derby particolare, dato che il difensore, in giallorosso, vinse proprio un campionato di Prima categoria. “Non ti aspetteresti mai di perdere” afferma Lusuardi ripensando al match di Campegine “ma gli episodi chiave ci hanno girato contro. Abbiamo commesso qualche errore di troppo, i demeriti sono principalmente nostri. E' stata una questione di mentalità, l'arbitro centra poco. Ci siamo anche innervositi, come conseguenza all'andamento della partita. La Campeginese ne ha approfittato, noi dovevamo fare di meglio”.
La sua carriera è piuttosto lunga.
“Per me è la ventunesima stagione, iniziai in serie D a Reggiolo. Poi Eccellenza fra Viadana e Scandiano, per arrivare ai fantastici sei anni di Meletole dove passammo dalla Promozione alla serie D. In seguito un biennio a Cadelbosco, il ritorno a Viadana ed il passaggio alla Povigliese. Un po' di girovagare nel mantovano ed infine, da qualche anno, sono qua a San Prospero Correggio”.
Come si trova?
“L'ambiente è stupendo, ce ne fossero di società così. Le persone sono tutte favolose, dal presidente Zini all'ultimo dei ragazzini. Si fanno le cose con la massima serietà, ma senza dimenticare anche quel giusto divertimento. La dirigenza è consapevole dei propri mezzi, ma quel che promette lo mantiene sempre”.
E' consapevole di essere un esempio di serietà?
“Se continuo ancora a giocare voglio farlo per bene, non è nella mia personalità prendere gli impegni sotto gamba. Sono nel calcio da anni, cerco anche di mettere a disposizione la mia esperienza”.
Ma ai play off ci credete veramente?
“Meglio restare con i piedi per terra, e pensare per ora solo alla salvezza. Spendere parole mi pare inutile, bisogna aver ben chiaro l'obiettivo più immediato. A volte avremmo potuto fare un salto di qualità, ma non ci siamo riusciti. Mettiamoci prima al sicuro, poi se ci sarà spazio per qualcosa di più importante lo valuteremo”.
Il campionato come le sembra?
“Estremamente equilibrato, quindi fare risultato è sempre difficile. Chi sta in fondo non è inferiore a chi sta davanti, lo dimostra anche la nostra sconfitta di Campegine. La classifica è corta, i pareggi sono sempre parecchi. Con un filotto positivo puoi spiccare il volo, ma se sbagli qualche gara ti ritrovi nella zona calda. Noi ora siamo tranquilli, ma non vorremmo brutti pensieri”.
Cosa ricorda della sua esperienza a Poviglio?
“La società puntava ad una pronta risalita, e noi siamo stati bravi a farcela. Eravamo una squadra ben attrezzata, in mezzo al campo c'era Max Guerra, in attacco Lorenzini ed in porta Fava. Chiunque dava il suo pezzo di contributo, ma avendo tutti i favori dalla nostra parte ogni gara, per gli avversari, diventava una finale. Ci giocammo il primo posto con il Brescello, ma grazie ad una serie di sette o otto vittorie di fila ci prendemmo il vantaggio decisivo”.
Che derby sarà?
“Tutto da giocare, servirà tanta concentrazione. La Povigliese non è di certo quella di quando ci giocai io” avverte il difensore Matteo Lusuardi “ma se vogliamo un risultato positivo dovremo dare il massimo”.
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