Gazzetta di Reggio

Sport

«Salve, sono qui per andare in B»

di Juri Panciroli
«Salve, sono qui per andare in B»

Antonio Junior Vacca spiega perché ha scelto la Reggiana senza esitare

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Antonio Junior Vacca, 24 anni da Napoli, ha iniziato la sua avventura granata andando immediatamente... in trincea. Pronto a scendere in campo già col Grosseto.

A quando le prime voci sulla Reggiana?

«Circa un mese fa mi è stato proposto il progetto del direttore Ferrara, ho visto tanta determinazione in lui quindi mi sono liberato dal Catanzaro perchè non aveva più ambizioni di classifica».

Che contratto ha firmato?

«Per un anno e mezzo sono un giocatore della Reggiana».

Anche a lei hanno detto di venire qui per andare in B?

«Classifica alla mano il pensiero ci deve essere, si darà tutto per provarci».

Si descrive ai tifosi?

«Sono prevalentemente destro ma so usare anche il sinistro, sono un giocatore piuttosto tecnico. Potrei dire qualsiasi cosa sulle mie qualità ma aspetto sia il campo a parlare».

Sa di giocarsi il posto con giocatori del calibro di Angiulli, Bruccini e Maltese?

«Voglio mettermi in mostra subito per ritagliarmi il mio spazio. So che ci sono centrocampisti forti, penso anche a Palumbo che conosco bene, ma darò il meglio e poi sarà il tecnico a scegliere».

E' venuto ad imparare il mestiere da calciatori esperti come Andrea Parola?

«Non solo lui e non solo i centrocampisti avranno tanto da insegnarmi».

Chi conosce oltre a Giannone e Palumbo?

«Con Ricci ho giocato in una rappresentativa nazionale, altri li ho soltanto visti».

Come giudica la Reggiana?

«Una squadra forte che punterà a fare sempre meglio… sennò non sarei venuto».

L'ha vista all'opera?

«Con la Spal. Gioca palla al piede come piace a me ma soprattutto è un gruppo in cui ci si aiuta a vicenda».

Ha il vizio del gol?

«A Catanzaro non ho mai segnato ma ricordo che l'anno in cui ho segnato alla Reggiana ne ho fatti quattro».

Ha già notato la pressione di una piazza ambiziosa?

«La pressione c'è per quelli che vanno in guerra. Io devo solo giocare a calcio facendo del mio meglio e cercando di dare il massimo quando sarò chiamato in campo».

Sente delle responsabilità per la fiducia accordatale?

«Sono giovane ma ho già una moglie, Claudia e due figlie di tre ed un anno, Gioia e Melissa: mi sento una persona responsabile da tempo».

La scelta di Reggio è stata dettata anche dalla famiglia?

«No, io penso al mio lavoro. La famiglia, almeno per i primi sei mesi non mi raggiungerà».

Le è dispiaciuto lasciare Catanzaro?

«I tifosi erano legatissimi a me e viceversa ma il mio lavoro è il calciatore e senza alcuni presupposti ho dovuto andarmene».

A quale giocatore si ispira?

«Pirlo e Verratti ricoprono più o meno il mio ruolo ma loro hanno piedi decisamente importanti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google