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«Kaukenas domenica? Ci proviamo»

di Adriano Arati
«Kaukenas domenica? Ci proviamo»

Il preparatore Tibiletti fa il punto sul recupero di Rimas e di Lavrinovic

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REGGIO EMILIA. Occhi puntati su Kaukenas e Lavrinovic. Sono giorni di grande impegno per il preparatore atletico Emanuele Tibiletti che si trova a gestire situazioni delicate e prolungate come quelle del duo lituano. Mercoledì la guardia, dopo oltre cinque settimane, ha provato ad allenarsi pienamente, senza evitare i contatti come aveva dovuto fare in precedenza a causa del violentissimo colpo patito contro Roma Il lungo, invece, è di nuovo a Reggio al termine della prima fase di riabilitazione seguita all'intervento alla schiena: ora va programmata la delicatissima fase del progressivo rientro.

Ci sono speranze di vedere Kaukenas già domenica?

«L'obiettivo è quello ma è presto per dirlo, sino a domani lavoreremo in questo senso».

Come mai tutto questo tempo?

«E' stata una situazione complessa: probabilmente al danno provocato dal colpo si è unito quello generato da un movimento innaturale».

Ma adesso è a posto?

«Clinicamente è guarito, la cicatrice è rimarginata, ma sino ad ora non riusciva ad allenarsi, il dolore in determinati movimenti era ingestibile».

Strano, per una macchina da palestra come lui...

«Questo è il punto, Rimas non è uno che si tira indietro quando c'è da lavorare, vuol dire che c'era vera sofferenza».

E’ il momento, si spera?

«Ce lo auguriamo, abbiamo aspettato la pausa per tentare il suo reinserimento».

Lavrinovic invece?

«E' tornato a Reggio, dove resterà sino al 30, dopo la prima fase riabilitativa con un suo fisioterapista a Siena».

Ora torna in mani vostre?

«Abbiamo sempre lavorato a stretto contatto col preparatore, studieremo come procedere in questa fase in cui si tornerà a pensare alla tecnica e allo sforzo fisico».

Procedete a piccoli passi?

«Dal 30 Darjus tornerà a Siena per lavorare di nuovo col suo preparatore, dopo le nostre valutazioni e analisi».

Come avete sfruttato la pausa a livello atletico?

«Cercando di mettere tutti alla pari, visto che c'erano condizioni molto diverse».

Ad esempio?

«Cinciarini, Polonara, Cervi e Della Valle non si fermavano dall'estate, un lavoro leggero li ha aiutati».

Per altri è diverso?

«Diener, Pini e Silins, di rientro da lunghi infortuni, si sono sottoposti ad un carico più pesante, per equilibrare».

I test con il Mapei Center?

«I dati raccolti ci sono serviti per valutare le singole situazioni e programmare il futuro».

In questa stagione il lavoro non le è mancato, soprattutto con i guai muscolari. Ha inciso il doppio impegno, con la fisicità della coppa?

«Può aver influito».

C'è un minimo comune denominatore fra gli stop a Silins, Pini, Diener, Kaukenas?

«Sono casi che andrebbero valutati uno per uno, però la concatenazione esiste».

Può spiegare meglio?

«L'infortunio a Silins è arrivato prima del campionato e ha comportato un impegno maggiore rispetto al previsto per Diener e Kaukenas, ad esempio».

Che a loro volta, poi, lo hanno pagato...

«Potrebbe essere, di sicuro abbiamo avuto tanti problemi, ma stiamo lavorando perché tutto si sistemi».

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