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«Non ci adatteremo alla Grissin Bon»

di Riccardo Bellelli
«Non ci adatteremo alla Grissin Bon»

Serie A, coach Buscaglia lancia la sfida: «Trento verrà a Reggio per imporre il proprio basket, è il momento di crederci»

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REGGIO EMILIA. Maurizio Buscaglia è il coach del momento visto che ha portato la neopromossa Trento al quinto posto; conquistando le Final Eight.

Gli ottimi risultati però non sono una novità per lui: «Con questa società lavoro da alcuni anni e ci siamo tolti tante soddisfazioni. Siamo stati promossi in Legadue po il balzo in serie A con in mezzo una Coppa Italia di Legadue. Sto vivendo delle belle emozioni. Negli anni ci sono stati dei cambiamenti, ho dovuto studiare per farmi trovare pronto alle nuove sfide ma i risultati sono arrivati. Sono contento di aver scritto un'altra pagina di storia del club con la qualificazione alle finali di Coppa italia».

Ha nel roster il capocannoniere Tony Mitchell...

«E’ un giocatore di talento che si è inserito in una squadra che gioca per lui ma col tempo ha imparato a sua volta a giocare sempre più per la squadra. Si impegna molto per ottenere il meglio dalla sua prima esperienza europea. Sicuramente è un punto di riferimento ma intorno a lui anche gli altri componenti del gruppo hanno saputo emergere ed essere decisivi di volta in volta».

Sembra che anche Trento come Reggio sia molto attenta agli italiani. E' la vostra filosofia?

«Abbiamo dedicato tempo a scegliere giocatori che ci potessero dare continuità. Forray, Baldi Rossi, Spanghero, Pascolo penso siano giocatori che hanno ancora molto da dare. Sono migliorati negli anni, ho cercato di dar loro sempre più spazio per farli crescere ed ora è arrivato anche il momento di Flaccadori. Credo che loro abbiano saputo trasmettere i nostri valori ai giocatori americani e che a loro volta gli americani abbiano trasmesso la loro esperienza agli italiani».

Dove può arrivare Trento?

«Abbiamo giocato un buon girone di andata, ma ora l'asticella si alza. Abbiamo margini di miglioramento anche maggiori di quanto si creda. Nel tempo abbiamo mantenuto l'idea di giocare insieme, dividendo le responsabilità e quando abbiamo iniziato la serie A, dove ritmo e velocità sono più alti, tutti si sono messi a disposizione della squadra per raggiungere il comune risultato che è la vittoria. Questa mentalità e la serenità con cui riusciamo ad affrontare le sfide ci hanno aiutato ad arrivare fin qui. Non ci esaltiamo troppo dopo una vittoria ma non ci demoralizziamo dopo una sconfitta. E' importante affrontare il campionato con lo spirito giusto».

A Reggio che partita vuole giocare?

«E’ un campo difficile, dovremo giocare con grande attenzione. Mi piace questo calendario, affronteremo subito squadroni come Grissin Bon, Milano, Brindisi: ci metteranno alla prova e capiremo il nostro livello di competitività. Sono sfide che ci aiuteranno a crescere ulteriormente».

Su cosa punterà per vincere al Bigi?

«Pur restando importantissimo lo studio e la conoscenza dell'avversario, credo sia il momento di pensare soprattutto al nostro basket».

E' contento di trovare la Grissin Bon come primo avversario nelle Final Eight?

«Sì, perché è una società che ci è particolarmente simpatica. Noi siamo già felici di esserci, è un risultato storico, lo celebreremo con Reggio. Dove possiamo arrivare lo scopriremo sul campo. Noi abbiamo tanto entusiasmo ma i club più blasonati hanno dalla loro la maggior abitudine a queste partite».

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