Gazzetta di Reggio

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La... pretattica di Ferrara e Vavassori

di Roberto Tegoni
La... pretattica di Ferrara e Vavassori

Direttore generale e futuro patron a ruota libera sul mercato delle punte

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REGGIO EMILIA. «Di sicuro non è stata la nostra migliore prestazione in casa. Si poteva chiuderla prima e soffrire meno nella ripresa, ma in fin dei conti Feola non ha fatto una parata. Una partita uguale a quella col Forlì».

Il dg Raffaele Ferrara evidenzia qualche lacuna di troppo in fase di realizzazione: «Ce lo diciamo da tre mesi, dobbiamo cercare un giocatore che venga a darci una mano, disponibile mentalmente, che accetti di entrare in gruppo con i dovuti modi, così come hanno fatto Giannone e Vacca. Nomi? Ci sono due o tre soluzioni, non semplici, ma siamo fiduciosi di farne andare almeno una in porto».

Profilo dell'attaccante da ingaggiare? «Forte fisicamente, che ci dia impeto fisico in avanti e ci aiuti nelle ripartenze. Simile a Ruopolo? In parte , ma che attacchi un po' più lo spazio, con corsa. Raicevic? La vedo dura: la Lucchese ha pretese economiche legittime per il giocatore che è. Betancourt invece non è ancora sfumato».

IL PATRON. Esce con tutta la calma di questo mondo, Pietro Vavassori; soddisfatto della vittoria ma abile a nasconderlo dietro risposte sempre piuttosto stringate: «Il rigore? Alla fine Bruccini ha fatto gol, l'importante è quello».

Il presidente della Pro Patria stuzzicato dalla stampa risponde anche alle domande circa la necessità di un attaccante in più. «Se voi dite che manca un attaccante... da appassionato di calcio sono d'accordo. Che centravanti vorrei? A me piacciono quelli che non possono venire».

«Betancourt e Raicevic? Gli attaccanti devono fare gol», chiarisce il futuro patron alludendo al fatto che entrambe quelle punte non sono al momento in vetta alla classifica marcatori. Ed è inutile anche riportare a Vavassori le intenzioni di Ferrara. Un dribbling dietro l'altro da parte del boss di Italsempione: «Ferrara giustamente deve fare il coperchione e non può smignottare la situazione attuale - prosegue in francese Vavassori – l'accezione di attaccante è: colui che butta la palla in rete. Tutto il resto sta a zero, non conta niente». Chiaro il concetto?

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