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Menetti: «Occhio, loro sono cresciuti»

Menetti: «Occhio, loro sono cresciuti»

Il coach biancorosso elogia l’atteggiamento di Trento e mette in guardia i suoi

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REGGIO EMILIA. A Trento c'è attesa per il posticipo serale al PalaBigi ma anche in casa biancorossa l’allenatore Max Menetti non vede l'ora di tornare sul campo dopo la pausa dedicata all'All Star Game.

La miglior notizia della settimana, sulla sponda reggiana, è il ritorno di Rimantas Kaukenas mentre per Lavrinovic come noto bisognerà ancora pazientare diverso tempo.

Attenzione tutta puntata quindi sulla gara contro la formazione sorpresa del campionato ma anche uno sguardo di più lungo periodo col coach reggiano.

Come sono andate queste due settimane di lavoro?

«Bene, la sosta è stata utile. Ci ha permesso di rendere omogenee le condizioni psicofisiche dei giocatori e di rimettere in sesto Kaukenas».

In che condizioni scenderà in campo stasera?

«Rimas è recuperato al cento per cento, non ci sono problemi».

Darjus Lavrinvic invece come procede?

«Sta facendo le terapie e per ora stiamo rispettando la tabella di marcia del suo recupero».

Possiamo dire che Trento ha delle similitudini con la Grissin Bon?

«Sì, mi ricorda molto la Trenkwalder del primo anno in serie A. Hanno tenuto un gruppo di italiani in cui hanno saputo inserire dei buoni stranieri e una stella come Tony Mitchell che potrebbe essere il nostro Donell Taylor di allora. Fino ad ora hanno fatto molto bene e sono sicuramente la più bella sorpresa della stagione».

Come se l'aspetta Trento?

«Molto carica perché anche noi eravamo così al primo anno. Quando giocavamo contro una formazione che ci stava davanti riuscivamo a dare il 100% e scendevamo in campo motivatissimi. All'andata noi abbiamo giocato bene stiamo attenti perché loro sono cresciuti».

Ha voglia di rigettarsi nella mischia del campionato?

«Visto come abbiamo lavorato bene nelle scorse settimane, con grande entusiasmo e la squadra al completo a parte Darjus, c'è grande voglia di ricominciare. Questo sarà un bel test, se vinciamo, allora vuol dire che ci siamo e che siamo pronti a fare un bel girone di ritorno».

In settimana si è parlato di palasport e di play off. Landi ha ipotizzato di giocarli a Bologna. Lei dove preferirebbe giocare?

«Se Landi deciderà di giocare i play off a Bologna, condividerò la scelta e lo appoggerò come è già successo per l'Eurocup. Se pensiamo le nostre vittorie dipendano dal PalaBigi, allora la nostra visione si ferma a questo campionato. Landi invece guarda al futuro e per un grande futuro del nostro basket il nostro attuale palazzetto non va bene». (r.b.)

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