Razzoli è quarto nel tempio dello sci
Si ferma ancora una volta ai piedi del podio la rimonta di Giuliano Razzoli, quarto nello slalom speciale sulle nevi austriache di Kitzbuhel
KITZBHUEL (Austria). Torna a ruggire l'orgoglio di Giuliano Razzoli che, grazie a due manche praticamente perfette, ottiene per la seconda volta in due settimane (dopo quello di Adelboden, in Svizzera) un prestigioso quarto posto nello slalom speciale di Kitzbuhel, fermandosi però ancora una volta ai piedi di quel podio che manca dal dicembre del 2011, quando arrivò secondo in Alta Badia.
Partito con il pettorale numero 18, l'olimpionico di Vancouver è stato perfetto nella prima manche, arrivando a chiudere al settimo posto, a meno di un secondo (98 centesimi) dal leader provvisorio, l'austriaco Marcel Hirscher, e alle spalle dell'altro azzurro, Stefano Gross.
Nella seconda manche, partito per 24esimo, Razzoli ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nella prima prova, anche se una lieve sbavatura prima dell'ultima tripla gli ha impedito di risalire sul podio dopo più di tre anni. Quando è stato il suo momento, Razzoli doveva difendere 57 centesimi nei confronti del leader provvisorio, il norvegese Kristoffersen: al primo intertempo il vantaggio era sceso a 42 centesimi, ma nel secondo tratto di gara Razzoli ha guadagnato di nuovo (-0.63) e mantenuto nel terzo (-056). Un errore, come detto, prima della tripla finale gli ha fatto perdere un po' di vantaggio ma è riuscito ugualmente a chiudere con 36 centesimi di vantaggio e balzare al comando, quando a quel punto mancavano sei atleti alla partenza. Il compagno di squadra Stefano Gross gli è poi finito alle spalle. Ma quei 20 centesimi lasciati sul terreno nel finale, gli hanno fatto perdere la leadership dopo la discesa del tedesco Neureuther (che chiuderà terzo), che lo ha superato proprio nella parte finale della pista, sopravanzando lo slalomista di Villa Minozzo di 14 centesimi.
Razzoli ha fatto ancora in tempo a superare il tedesco Dopfer e il russo Khoroshilov, ma lo svedese Hargin (il vincitore) e il beniamino di casa, l'austriaco Marcel Hirscher, lo hanno superato entrambi, facendo scivolare l'atleta reggiano al quarto posto finale.
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Non nasconde i rimpianti, e un velo di rammarico, a fine gara lo slalomista di Razzolo: "Una grande seconda manche, ma sapevo che sarebbe bastata per salire sul podio. È un peccato perché, con il 18 in partenza, me lo sarei meritato. Solo Hargin ha fatto meglio di me nella seconda e per poco. Comunque la prendo così, continuerò a provarci e prima o poi il podio arriverà. Magari nella gara più importante", quella di Beaver Creek (ai Mondiali).
Riguardo le proprie condizioni, l’azzurro ha ammesso che "non sono ancora al massimo, ma sto sciando molto bene e penso si veda. Ho fatto due grandi gare ad Adelboden e a Kitzbuhel, nelle quali ho messo tutto quello che ho. Peccato per Wengen, perché se avessi fatto bene anche lì ora partirei con numeri più bassi. Comunque il quarto posto di oggi dipende dai pochi decimi che ho lasciato nella parte finale della seconda manche".
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