Kaukenas: «Nel finale con Trento mostrata la giusta mentalità»
REGGIO EMILIA. «Bene la difesa, ma dobbiamo imparare a essere pericolosi vicino a canestro: questo il primo punto su cui lavorare in queste settimane». Il tempo continua a scivolare sui muscoli e sul...
REGGIO EMILIA. «Bene la difesa, ma dobbiamo imparare a essere pericolosi vicino a canestro: questo il primo punto su cui lavorare in queste settimane». Il tempo continua a scivolare sui muscoli e sul talento di Rimas Kaukenas, che a quasi 38 anni e dopo due mesi di stop a causa del problema al costato, domenica è tornato in campo nella sfida con Trento, risultando decisivo in fase difensiva e cancellando nel finale il fenomenale Mitchell.
«Sono contento di essere tornato in campo - esordisce l’esterno - e sono contento del fatto che la squadra sia riuscita a portare a casa una partita brutta e non giocata bene. Una vittoria di volontà».
Preoccupato di dover riaffrontare Trento in Coppa Italia, uno degli obiettivi di stagione?
«Piano a parlare di obiettivi o coppe da vincere, pensiamo a imparare dai nostri errori e migliorare».
Cosa portate a casa dal successo con Trento oltre ai due punti?
«Abbiamo difeso bene e mi sono piaciuti gli ultimi 3-4’, in cui abbiamo fatto vedere di avere la mentalità e la voglia di vincere giuste. Questo è molto positivo in vista delle prossime sfide che ci aspettano».
Su cosa dovete lavorare?
«Non abbiamo tirato bene da lontano e abbiamo subìto a rimbalzo: Trento ha preso 18 rimbalzi offensivi, troppi. L’Aquila ci ha tolto la nostra prima opzione offensiva (il pick & roll centrale, ndc). Dobbiamo imparare ad affrontare queste situazioni».
In che modo?
«Sappiamo che la nostra arma migliore è la pericolosità dal perimetro, ma lo sanno anche i nostri avversari: è normale che le altre squadre cerchino di toglierci i nostri punti di forza, ma proprio per questo dobbiamo imparare ad attaccare l'area e a essere più incisivi e pericolosi vicino a canestro. Dobbiamo diventare più completi».
Quanto aspettava di tornare in campo?
«Avevo la pelle d’oca quando il coach mi ha mandato in campo. Purtroppo sono malato di basket (ride, ndc), forse a volte quando sono seduto parlo troppo e anche per i miei compagni non è semplice, ma non riesco a non fargli notare le piccole cose e dare una mano».
Quando la rivedremo al 100%?
«Non c'è una data precisa, ma giocare aiuta. Recuperare non è stato facile. Non mi interessa giocare 2’ o 35’, l'importante è aiutare a vincere».
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