Polonara pensa a Cremona «Questa la voglio vincere»
Basket A: l’azzurro è reduce dalla miglior prestazione in maglia Grissin Bon «All’andata eravamo decimati e perdemmo la partita all’ultimo secondo»
REGGIO EMILIA. «Abbiamo tanti motivi per vincere a Cremona: continuare la nostra corsa, ma anche rifarci per la sconfitta dell'andata». Achille Polonara, dopo aver dominato la gara con Trento, pensa al futuro, all'impegno di lunedì prossimo a Cremona contro una delle sorprese dell'andata. Oltre che protagonista, alla seconda giornata, di un'inaspettata vittoria sul campo reggiano, ottenuta all'ultimo secondo contro una Grissin Bon decimata, senza Diener, Silins, Darjus Lavrinovic e Pini.
Un risultato che ancora lascia l'amaro in bocca ai biancorossi: «eravamo in piena emergenza, un infortunio dopo l'altro, loro sono stati bravi ad imporsi».
Avrete qualche stimolo in più?
«Vogliamo certamente prenderci la nostra rivincita, ma la ragione principale è un'altra».
Quale?
«Vogliamo continuare la nostra striscia positiva, con tre vittorie in fila».
L'ultima l'avete strappata contro Trento, prossima rivale in Coppa Italia.
«E' stata una gara durissima, loro sono stati molto intensi ma noi non abbiamo mai mollato, siamo stati bravi».
In prospettiva Final Eight, cosa lascia questo confronto?
«Beh, non eravamo squadre sconosciute, però di sicuro nel primo tempo in Coppa entrambe le squadre avranno le idee un poco più chiare su come lavorare».
Un'anteprima?
«Ogni partita dopo ha la sua dinamica, ma qualche idea ce la siamo fatta. E anche loro».
Con Trento è stata la sua miglior gara reggiana?
«Ho giocato bene, sicuramente, non so se sia stata la migliore, l'importante è la vittoria».
D'accordo, ma anche chiudere con 21 punti e 13 rimbalzi non fa schifo, giusto?
«Chiaramente è così. La mia priorità è sempre aiutare la squadra, in qualsiasi modo, perché ottenga i due punti. Se poi unisco anche una mia buona prestazione, è davvero il massimo».
Avete battuto Trento dopo essere stati quasi sempre sotto. E l'avete ribaltata negli ultimi 60 secondi. Un segnale di crescita?
«Penso che racconti della nostra bravura a non scoraggiarsi, anche quando non entrava nulla, e a rimanere sempre in contatto».
Maturità, quindi?
«E' anche la consapevolezza che non si possono sempre fare delle gare perfette come quella di Brindisi».
È stato più semplice, eh?
«Ovvio, siamo partiti benissimo, e dopo abbiamo solo dovuto gestire».
Quando non è così?
«Quando la gara è diversa, si fatica e si soffre, l'importante è non mollare la presa e rimanere a contatto, lottando in ogni modo».
Con Trento l'avete decisamente fatto.
«Anche quando loro sembravano andar via abbiamo stretto i denti, e alla fine, con uno scarto ridotto, nell'ultimo minuto può succedere di tutto».
Merito vostro o demerito altrui?
«Alla fine abbiamo difeso benissimo, con grande attenzione, e siamo stati freddissimi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
