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L’INTERVISTA

De Biasi: «Sono pronto per recuperare il tempo perduto»

di Juri Panciroli
De Biasi: «Sono pronto per recuperare il tempo perduto»

REGGIO EMILIA. E’ finito il calvario di Riccardo De Biasi, il giovane centrale difensivo ( classe '94 ) nativo di Treviso e scuola Padova, che può tornare a calcare i campi da gioco dopo il grave...

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REGGIO EMILIA. E’ finito il calvario di Riccardo De Biasi, il giovane centrale difensivo ( classe '94 ) nativo di Treviso e scuola Padova, che può tornare a calcare i campi da gioco dopo il grave infortunio il primo giorno di ritiro a Castelnovo Monti.

Cosa le è successo in ritiro?

«Non l'ho capito bene nemmeno io: ricordo la pioggia, la partitella, l'ultima azione e lì il patatrac. Mi sono girato in torsione ed il ginocchio è rimasto sotto, ho capito subito che era qualcosa di grave».

La diagnosi?

«Lesione al crociato, al collaterale, al menisco, al tendine rotuleo, alla capsula. Insomma di tutto».

Cosa ha pensato sul momento?

«Tante cose passano per la testa. Per me è stato il primo infortunio, e spero anche l'ultimo, ma ad un certo punto avevo paura di dover smetter di giocare».

Ha recuperato?

«Serve un po' di tempo».

Doveva essere lei il perno difensivo.

«Mi sono fatto fuori, senza volerlo, ho voluto strafare il primo giorno e l'ho pagato».

Adesso come sta?

«Devo tornare libero di testa e nel frattempo migliorare la mia condizione atletica».

E’ tornato a sorridere?

«Finché non sarò in campo in una partita vera sarà difficile tornare felice».

Ha paura?

«Ci vogliono solo tante motivazioni e se avessi paura, dopo un infortunio del genere, sarebbe meglio smettere».

Chi l'ha aiutato a superare il brutto momento?

«Ringrazio tante persone: Francesca, la mia fidanzate; i miei genitori e mio fratello Andrea; senza dimenticare Denis, il mio migliore amico. Insieme mi hanno aiutato a superare tanti momenti negativi e di depressione».

I compagni?

«Mi dicevano di stare tranquillo e di non forzare per evitare di peggiorare la situazione anche se non vedevo l'ora di tornare in campo».

Chissà che emozione al debutto?

«Penso di sì, soprattutto se fosse in uno stadio caloroso come il Città del Tricolore».

Chi è De Biasi?

«Sono un centrale difensivo strutturato a cui piace giocare la palla ma devo migliorarmi col piede sinistro».

Il rapporto col gol?

«Ho segnato a Venezia con la Pro Patria l'anno scorso ma l'hanno annullato ingiustamente. Diciamo che nel mio ruolo penso più a non subire».

Da fuori come ha visto la squadra?

«Un bel gruppo compatto che fa divertire i tifosi».

Ora cosa si aspetta?

«Il meglio possibile per far vedere cosa valgo».

Sa che deve scalzare un certo Spanò?

«Abito con lui e ci conosciamo dall'anno scorso: è un bravo ragazzo ma sarà il tecnico a fare le scelte».

Roberto De Giosa è una guida importante?

«Roberto purtroppo è infortunato ma da lui ci sono tante cose da imparare: grinta, posizione in campo e tattica».

Sa che ci sono molte aspettative su di lei?

«Devo però dimostrarlo in campo perché a parole non si dimostra niente».

Che contratto ha firmato?

«Un triennale e spero di ripagare tanta fiducia».

Cosa prevede per Pistoia?

«Sarà una gara difficile perché loro sono in un momento negativo mentre noi cercheremo di fare i tre punti quindi sarà una bella lotta».

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