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Basta Zaza-gol per mandare in crisi l’Inter

di Wainer Magnani
Basta Zaza-gol per mandare in crisi l’Inter

Calcio serie A, il Sassuolo scavalca i nerazzurri che devono dire addio al sogno terzo posto

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REGGIO EMILIA. Basta guardare la classifica per capire l’impresa compiuta dal Sassuolo e comprendere la pochezza dell’Inter. Una graduatoria che vede i neroverdi a 28 punti, due in più dei nerazzurri fermi a quota 26 punti, al tredicesimo posto. Altro che terzo posto. Mancini farebbe bene a stare zitto per evitare brutte figure. La sconfitta dell’Inter a Reggio è la conferma che non basta inserire dei nuovi giocatori in un campetto da calcio balilla se non hai una squadra vera, un’idea di gioco. Questo è ciò che è mancato all’Inter. Questo è ciò che fa la differenza rispetto al Sassuolo che ha una sua identità. Poi ci sono le individualità e in questo momento Zaza è un valore aggiunto rispetto, ad esempio, a Icardi. Ma lo stesso Di Francesco ha dato una lezione di tattica al più “pomposo” e fighettino Roberto Mancini. Il suo Sassuolo ha sfruttato al massimo quelle che sono le sue qualità: le ripartenze. Missiroli, non Jair, ha fatto vedere i sorci verdi alla difesa nerazzurra, così come Brighi si è permesso il lusso di segnare un euro gol. E se non ci fosse syato il regalo di Magnanelli per il gol di Icardi che ha illuso l’Inter, non ci sarebbe stata partita anche se è vero che i nerazzurri hanno giocato tutta la ripresa nella metà campo dei neroverdi. Ma è proprio in questo frangente che Kovacic e compagni hanno mostrato una pochezza di gioco disarmante. Bravo anche Di Francesco e impedire al croato di ragionare (marcatura stretta di Sansone) togliendogli fiato e spazio. In questo modo il regista è diventato Guarin con tutto quello che ne consegue: mai un passaggio in profondità, poca precisione ma solo improvvisazione.

Non per niente la partita si è poi definitivamente chiusa con il rigore trasformato da Berardi per un fallo su Zaza. Già Zaza, un centravanti particolare: quando sembra estraniarsi dal gioco diventa micidiale come un cobra. E’ stato così in occasione del primo gol con una “rubata” di palla a Ranocchia abbinata alla rapidità nel controllo e tiro che solo lui può mettere in mostra.

Una premessa: ma come è possibile pensare a un tridente con Shaqiri, Palacio e Podolski lasciando in panchina Icardi, l’unico vero centravanti. Mah.

Dall’altra parte Eusebio di Francesco ha dato una lezione di umiltà e di sagacia tattica dato che nel momento di maggior pressione dell’Inter, seppur sterile, ha disposto la difesa a cinque (5-3-2) rinunciando al suo tradizionale tridente. La vittoria è anche un premio alla sua capacità di mettere la sua coerenza di idee al servizio della squadra.

Un successo meritato da parte del Sassuolo per la prestazione, l’equilibrio tattico anche se è giusto riconoscere all’Inter un pizzico di sfortuna nelle conclusioni, vedi il palo. Ma è poca cosa. Non va poi nemmeno dimenticato che con questa vittoria il Sassuolo ha cancellato quell’umiliante sette a zero incassato al Meazza nella partita di andata. Una vittoria che vale certamente più dei tre punti in classifica.

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