La banda del Mancio passa alla storia con un altro Triplete
REGGIO EMILIA. Captato nel parcheggio: «Ti ricordi il Bernabeu? Guarda dove siamo andati a finire». Il dialogo tra intertristi, prossimi all’unica ripartenza del pomeriggio nerazzurro – quella per...
REGGIO EMILIA. Captato nel parcheggio: «Ti ricordi il Bernabeu? Guarda dove siamo andati a finire».
Il dialogo tra intertristi, prossimi all’unica ripartenza del pomeriggio nerazzurro – quella per Milano – è figlio di un altro Triplete in qualche modo storico: Zaza-Sansone-Berardi. Aveva incuriosito anche noi, la nuova Inter del Mancio e pregustavamo una panzata di tecnica, di tattica, invece una volta a casa ci è toccato riguardare Forlì-Santarcangelo per mettere a posto lo stomaco. Teniamo d’occhio Podolski (voto 5) ma del crucco acquisito brillano solo le orrende scarpette arancio Iren. Fa venire in mente Stanislao Moulinsky – il nemico di Nick Carter – in uno dei suoi più riusciti travestimenti: quello di campione del mondo. Prova una ciofeca di tiro e ai Petali suona l’allarme: alla faccia de Lukàs...
Il Mancio non si fida di Obi e lo tiene in panchina insieme a Brico. Nemanja Vidic (voto 5) ci mette la zucca e sfiora il gol, poi si dedica alla produzione di castronate. Va ai due all’ora, di sicuro di polvere Nemanja un bel po’. Mancini impietosito lo toglierà di mezzo ma sbagliando il cambio: voleva far uscire Donkor invece il genio del tabellone confonde il numero e la telefonata è a carico del serbo. A sinistra Dodò (voto 4) ricorda l’omonimo uccello di pezza dell’Albero Azzurro. Fa ridere uguale anche se forse l’uccello gioca meglio.
Davanti alla difesa (parola grossissima) è parcheggiato un furgone: Gary Alexis Medel Soto (voto 4). Noto in Cile come El Pitbull ma qui ricorda di più il Ghiro d’Italia. Ha il dinamismo di un contapassi Clementoni, quelli del Sassuolo quando lo superano ai cento all’ora tornano indietro preoccupati: tato, stai bene?
Ah, siamo già due a zero ma la FC (Figura del Cavolo) Internazionale non smonta il presepio: forse sta osservando una mezz’ora di raccoglimento. Il Guarin (voto 3) Sportivo messo lì a centrocampo è qualcosa di illeggibile. Mateo Kovacic (voto 4) prova a buttarla sul mistico: muoia Sansone altrimenti non lo prendo mai. Dal Vangelo secondo Mateo, già: con quel dinamismo, primo non ci arriverà mai. Pure Biondini, che cela un cimitero di ciccioli sotto la maglia, al confronto è una scheggia. Il Mancio sprona invano il suo Mateo: vieni avanti, croatino! Palacio (voto 3) fa tenerezza. Quando Sansone lo fa secco con il dribbling del gol, ricorda il Palacio de la Previdencia Social. Ma il popolo nerazzurro lo coccola: Pensionato, vai al ricovero! O come diciamo noi: vatla Thoir...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
