Gazzetta di Reggio

Sport

CALCIO LEGA PRO

Ora alla Reggiana serve un’impresa

di Wainer Magnani
Ora alla Reggiana serve un’impresa

Venerdì sera deve battere il Pisa per acquisire credibilità

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Cosa manca alla Reggiana per essere definita una seria candidata per la promozione in serie B? Facile: una vittoria contro una grande di questo campionato. Guarda caso venerdì sera (ore 21) al Città del Tricolore arriva il Pisa. Quale occasione migliore per dare un segnale di forza.

Del resto è così: la Reggiana ha pareggiato con l’Aquila in casa, perso a Teramo, ha impattato a Pisa ed è stata sconfitta al Città del Tricolore dall’Ascoli. In pratica contro quelle che vengono ritenute favorite per la serie B ha ottenuto la miseria due punti in quattro partite. Ora deve invertire la tendenza. E’ questo l’ultimo anello di congiunzione di un teorema che può portare la squadra di Colombo tra le favorite per la vittoria finale.

«Ce la possiamo giocare» è il ritornello che ora viene ripetuto nel clan granata. «Dovere degli altri, potere il nostro» è il concetto che esprime l’allenatore che non si nasconde più ma lascia alle altre la responsabilità di recitare un ruolo da protagoniste. La Reggiana non ha dovere di andare in serie B ma ne ha le possibilità.

Colombo ha ragione ma fino a un certo punto. E’ vero che Ascoli, Pisa, L’Aquila e forse Teramo sono state costruite per vincere il girone. Anche altre società avevano questo progetto, vedi Spal, Grosseto e Gubbio ma hanno toppato. La Reggiana era partita tra mille incognite dovute alla fusione di questi due nuclei: Pro Patria e vecchia guardia granata. Ma ora la realtà è cambiata.

Il primo elemento indiscutibile e che tutti riconoscono è il fatto che la Reggiana gioca il miglior calcio del girone. Un patrimonio che ha sempre fatto la differenza anche se non sempre i campionati sono stati vinti dalle squadre che giocavano il miglior calcio. Ma ora la squadra granata ha dalla sua parte anche i numeri: secondo miglior attacco, terza miglior difesa. Ma c’è di più e Ruopolo e compagni l’hanno dimostrato proprio a Pistoia: hanno tesoro degli errori commessi in passato in trasferta. Contro la Pistoiese la Reggiana ha giocato bene, ha fatto la sua partita, è stata micidiale negli ultimi sedici metri e sul doppio vantaggio non ha staccato la spina, anzi ha chiuso la partita. Un grande segnale di maturità.

Una crescita dovuta alla presa di coscienza dei tanti giovani, anche al debutto in categoria come Sabotic ma c’è un dato che non si può negare: gli innesti di Giannone e Vacca hanno portato alla squadra quella personalità e classe che forse prima apparteneva a pochi. Una campagna di rafforzamento talmente oculata che deve essere finalizzata alla ricerca di una maggiore competitività per la serie B.

In poche parole la società ha capito che questo può essere l’anno buono perché ha messo assieme dei validi giovani affidati a un allenatore emergente ma sulla torta mancavano una, due, forse tre ciliegine e il digi Ferrara è andato a pescarle dove lui sa. E’ questo il particolare che oggi conta: non è più la Reggiana che ha perso a Forlì, che faticato a battere la Pistoiese, che solo grazie a un autogol ha superato l’Ancona. Certo, c’è ancora da migliorare dato che la sconfitta di San Marino brucia così come quella di Ancona ma oggi è una squadra che ha cambiato pelle: è conscia delle sue possibilità, si sente sicura e forte. L’autostima è a mille, l’apporto dei tifosi pure.

Per questo motivo la sfida di venerdì sera contro il Pisa arriva nel momento migliore. E’ tempo di pensare in grande, di alzare la voce e picchiare i pugni sul tavolo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google