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Petkovic: "Alla Reggiana per conquistare la serie B"

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Petkovic: "Alla Reggiana per conquistare la serie B"

La prima intervista del nuovo centravanti granata: "La classifica parla chiaro"

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REGGIO EMILIA. Bruno Petkovic è l’attaccante croato che il direttore Ferrara ha estratto dal cilindro negli ultimi giorni di mercato. 20 anni, alto 1,92, è un ragazzo di prospettiva che vanta già cinque presenze in Serie A ( a Catania, squadra che ne detiene il cartellino ) e otto in Serie B maturate nella prima parte di stagione al Varese. Fisico prestante e piedi buoni potrebbe essere l’alternativa a Ruopolo oppure la sua spalla dando possibilità al tecnico Colombo di cambiare modulo a gara in corso.

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Quando ha sentito parlare di Reggiana la prima volta?

«Non molto tempo fa dal mio procuratore che mi ha parlato di una bella piazza che sa far crescere i giovani e mi aiuterà nel mio processo di maturazione».
Che impressioni ha avuto dopo il primo allenamento?
«Ho già notato un bel gruppo e credo di poter dare una mano ai miei compagni sfruttando questa chance importante che mi è stata data».
Conosceva la città?
«Sinceramente non conoscevo Reggio prima d’ora».
Dopo aver esordito in Serie A e segnato all’esordio in Serie B perché ha scelto la Lega Pro?
«Si tratta solamente di una categoria inferiore ma a me serve per crescere e tornare ad alti livelli. Dopo aver visto il primo allenamento e qualcosa della partita di sabato posso dire di essere arrivato in una squadra che gioca un calcio che spesso non si vede nemmeno in Serie A».
Il suo contratto?

«Sono del Catania e vengo qua in prestito».
Perché a Varese non ha trovato spazio?
«Il tecnico cercava giocatori con altre caratteristiche così ho cercato un’altra squadra dove trovare maggior minutaggio».
Che tipo di attaccante è?
«Sono una punta molto forte fisicamente e tecnicamente e posso far salire la squadra tenendo palla tra i piedi. Mi definisco bravo nel dribbling uno contro uno e cerco sempre di fare più gol possibili. Sono bravo nei colpi di testa e mi trovo bene con entrambi i piedi anche se sono un destro naturale».
Finora un solo gol in Italia ma molto bello.

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«Per me è meglio fare tre gol brutti piuttosto che uno solo, anche se molto bello».
Le hanno parlato di Serie B come obiettivo finale?
«E’ sicuramente l’obiettivo mio, come del resto penso lo sia per la squadra, e lavorerò per quello insieme ai compagni e, detto fra noi, non ci siamo molto lontani classifica alla mano».
Quale è il suo ruolo naturale?
«Nasco punta centrale ma mi abituo in tutto le posizioni dell’attacco a seconda degli allenatori».
Conosce le qualità del compagno di reparto, Francesco Ruopolo?
«So che è un bravo giocatore e con lui posso solo crescere».
 

 

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