Frosini: "Siamo in alto e vogliamo rimanerci"
Il ds biancorosso: "Siamo secondi ed è normale che le avversarie diano il massimo contro di noi"
REGGIO EMILIA. «Siamo una squadra che sta crescendo, adesso tutti ci conoscono e contro di noi danno il massimo, i giocatori devono capire cosa comporti». Pensa al futuro, all’approccio della Grissin Bon e alle risposte che stanno arrivando, il direttore sportivo Alessandro Frosini. A Cremona la sua squadra ha vinto per la seconda volta di fila una partita in volata, e contro una rivale impegnativa.
Segnali confortanti sulla maturità di questa formazione, dopo mesi di infortuni e modifiche forzate all’organico, in attesa del rientro di Darjus Lavrinovic per avere la rosa al completo.
A questo proposito, come procede il recupero del lungo lituano?
«Secondo la tabella di marcia che ci eravamo fissati. Adesso è di nuovo a Siena, a lavorare col preparatore atletico di fiducia, che ha seguito anche il fratello in passato. In una decina di giorni pensiamo che possa iniziare a fare il lavoro fisico normale, per rientrare in gruppo».
Ci vorrà ancora pazienza?
«Ricordiamoci che ha subito un’operazione alla schiena. Andata benissimo, certo, ma rimane un’operazione alla schiena».
Nel frattempo lla Grissin Bon continua a vincere.
«Siamo secondi e cercheremo di mantenere questa posizione, anche se ormai le rivali ci conoscono».
Difficile nascondersi, vero?
«Siamo in alto in classifica, con tanti giocatori conosciuti, è normale che le avversarie con noi provino a fare il massimo».
È un bel cambio di prospettiva, no?
«Rispetto agli anni passati di sicuro. Non è che gli anni scorsi ogni vittoria fosse un regalo, tutt’altro, noi cercavamo sempre di far bene. Ora, però, è diverso».
In che modo?
«Le attenzioni, le pressioni, le aspettative. Siamo in alto e per rimanerci dobbiamo continuare a fare bene».
Con un gruppo quasi al completo, e molto profondo. Senza più la coppa, un bene o un male?
«E’ la squadra che abbiamo pensato in estate, adesso anche per i giocatori è necessario uno sforzo mentale, sapere che non sempre ci saranno tantissimi minuti».
Ma che tutti possono contribuire?
«Esatto, bisogna entrare nell’ottica di poter dare una mano appena si entra, di essere pronti, senza guardare ad altro».
Come nelle grandi squadre. E lei, da giocatore, conosce bene l’argomento. Questa Reggio sta rispondendo bene?
«Con Cremona sono molto contento perché non era una gara facile, e tutti a modo loro hanno dato il loro contributo».
Un mattoncino per uno?
«Sì, chiunque sia stato chiamato in causa ha fatto qualcosa di utile, in attacco o in difesa. E in una gara tirata come questa alla fine è decisivo».
Diener ha fatto qualcosa di meglio che portare un mattoncino, no?
«Diener è stato decisivo, si sono visti grandi sprazzi del giocatore che abbiamo ammirato a Sassari, e sappiamo quanto possa essere prezioso in attacco».
Seconda partita decisa in volata, dopo una gara sofferta. Prove da grande squadra?
«Sono soddisfatto della prestazione per come si è reagito, per come i ragazzi non abbiano mai mollato la presa, in una partita davvero durissima, contro una buona squadra, che ha confermato quanto di buono ha fatto vedere sino ad ora».
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