«Dalla crisi si esce facendo dei sacrifici e lavorando sodo»
Basket C regionale, il coach dell’Arbor Alberto Baroni «Dopo il ko con Pontevecchio ho pensato di dimettermi»
REGGIO EMILIA. Incredibile ma vero. L’Industrial Packaging Arbor nella seconda giornata di ritorno di C Regionale è riuscita nella grande impresa di farsi battere in casa dal Pontevecchio solitario fanalino di coda del campionato che non aveva mai vinto una partita tanto da collezionare un record negativo di ben sedici sconfitte consecutive. A far resuscitare di colpo il derelitto team bolognese ci hanno pensato ancora una volta gli arborini sempre in vena di regali come d’altronde hanno già fatto più volte nel corso della stagione. Un vero peccato perché quella contro il Pontevecchio era una partita da vincere a tutti i costi per ridare ossigeno a una classifica (terz’ultimo posto) deludente e non certo in linea con quelle che erano le attese d’inizio stagione.
«Non abbiamo saputo chiudere la partita al momento giusto, questo - dice Corrado Borelli, presidente dell’Arbor - è senza dubbio il più grande rammarico considerando infatti che gli avversari erano alla nostra portata. Preoccupante il rendimento fin troppo altalenante evidenziato dalla squadra. Purtroppo è una stagione nella quale sta andando male proprio tutto anche se molti problemi continuiamo a crearceli noi. Baroni gode di tutta la nostra fiducia; le responsabilità sono senza dubbio più dei giocatori che non hanno quella determinazione e quell'atteggiamento mentale soprattutto in difesa a cui invece eravamo abituati negli anni scorsi. Speriamo che già nel prossimo derby in casa con Novellara si possa vedere in campo una squadra diversa».
Il coach. Dispiaciuto ovviamente per la sconfitta contro il Pontevecchio ma anche determinato al massimo nel tentativo di rimettere in linea di galleggiamento una barca che sta facendo acqua da tutte le parti. Coach Baroni non si nasconde dietro a facili alibi di comodo né si tira indietro davanti all’evidenza dei fatti.
«Sarebbe stato sufficiente - afferma il tecnico arborino - difendere meglio soprattutto nell'ultima azione quando loro, grazie ad un tiro da tre, sono riusciti a pareggiare guadagnandosi così il primo supplementare. La partita comunque non l'abbiamo certo persa lì bensì molto prima e in particolar modo quando eravamo avanti di 13. Bisognava solo riuscire a gestire con intelligenza e personalità quel buon margine di vantaggio conquistato invece la squadra si è seduta completamente. Più che di suicidio con le nostre mani lo definirei una vera eutanasia cestistica da parte della mia squadra. Troppe amnesie difensive, quando eravamo avanti anche di 13 punti ci siamo completamente seduti consentendo così ai nostri avversari di recuperare rientrando poi di nuovo in partita. Subire ben 102 punti da una squadra che in media ne segna 50 è stata una cosa assurda e del tutto inconcepibile».
Come si esce da questa situazione?
«Lavorando sodo, con tanta voglia e parecchio spirito di sacrificio. La mia squadra deve assolutamente andare in campo con più stimoli, ci vuole più cattiveria agonistica, più orgoglio, tanta voglia di vincere e soprattutto bisogna che tutti siano più concentrati e determinati; tutte cose che finora si sono viste solo a sprazzi. Adesso spero e mi auguro che già nel prossimo derby in casa contro Novellara ci sia una pronta reazione soprattutto sul piano caratteriale da parte dei miei giocatori».
Dopo la sconfitta contro Pontevecchio ha pensato di dimettersi?
«A caldo l'avrei anche fatto poi a mente fredda ho pensato che lasciare la squadra soprattutto in questo momento così difficile sarebbe stata una cosa da codardi per cui continuo ad andare avanti per la mia strada finchè la società me ne darà l'occasione».
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