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«Ho risposto a un insulto io non sono un razzista»

di Luca Cavazzoni
«Ho risposto a un insulto io non sono un razzista»

Montanari del San Prospero Correggio non digerisce i dieci turni di squalifica «C’è poca tutela per i giocatori, quello che scrive un arbitro diventa legge»

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CORREGGIO. Ronny Montanari non accetta di passare per quello che non è, ossia per un razzista. Il centrocampista del San Prospero Correggio fatica ancora a digerire la maxi-squalifica di ben dieci giornate ricevuta “per offese razziste nei confronti di un avversario”.

A suo giudizio si è trattato di un semplice episodio calcistico, ingiustamente ingigantito dal giudice sportivo: «In questi giorni sono state messe in circolazione tantissime voci – spiega Montanari – e per chi non mi conosce a fondo potrei passare per quello che in realtà non sono».

Qual è il suo stato d'animo?

«Sono ancora amareggiato e disgustato, ma ancora di più sono arrabbiato. Il mio non può essere considerato un episodio di stampo razzista, ho solo risposto verbalmente ad un'offesa che era stata fatta nei miei confronti. Ho sbagliato a reagire così, ma quell'offesa era stata pure reiterata».

La sua immagine è infatti del tutto diversa...

«Non voglio essere giustificato, ma il mio migliore amico, tanto per fare un esempio, è algerino. In mezzo ai miei parenti ho anche dei cugini tunisini e con il lavoro che faccio, essendo un fisiatra, vengo a contatto ogni giorno con persone di ogni nazionalità. Ho sempre avuto rispetto di tutti, portando avanti quei concetti di educazione che mi sono stati insegnati dalla mia famiglia».

Come mai allora questa maxi-squalifica?

«C'è poca tutela da parte della classe arbitrale, quello che un arbitro dice o scrive diventa subito legge. Nel calcio ci sono anche ipocrisia ed incompetenza, ho semplicemente mandato a quel paese un avversario come penso capiti in qualsiasi partita. Mi aspettavo un paio di giornate, una per l'espulsione e l'altra per l'offesa. Sanzioni così pesanti non le prendono neppure per dei bruttissimi falli di gioco, dato che questa sarebbe la vera istigazione alla violenza».

Ed ora?

«Gioco per passione e per divertimento, non avrebbe senso che andassi ad offendere il primo avversario che mi capita vicino. Ringrazio il San Prospero Correggio, che ha provato a mandarmi a giocare negli amatori oppure a calcetto, ma non ci sono più i tempi tecnici per dei trasferimenti».

Rientrerà all'ultima giornata di campionato.

«Un vero peccato, stiamo facendo bene e dato che giocavo con una certa regolarità mi sentivo parte integrante del progetto. Speriamo di andare ai play off, per quelli farei in tempo a rientrare. Ma a questo punto cambierà poco – termina Ronny Montanari – nessuno potrà restituirmi questi mesi in cui dovrò stare ingiustamente fuori».

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