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La partita da “ufo” di Cervi e Polonara

di Daniele Valisena
La partita da “ufo” di Cervi e Polonara

Il lungo sottolinea: «Non mi sono mai sentito così bene»

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REGGIO EMILIA. Mettendo a referto 16 punti, 12 rimbalzi, 4 stoppate e un rotondo 31 di valutazione, Riccardo Cervi ha sfoderato una delle sue migliori prestazioni in assoluto. Un enigma insolubile per Varese che per tutta la gara non ha potuto nulla contro i 214 centimetri del centrone reggiano.

«La mia miglior partita? Non lo so, forse c'era qualcosa di strano nell'aria in giro ieri…stupefacente forse».

Non può fare a meno delle solite battute, ma si capisce che sa bene di aver dominato la partita. «Varese ha dei lunghi molto dinamici, in grado di cambiare su tutti, ma se questo poteva essere un vantaggio in difesa, quando dovevano attaccare la differenza di centimetri e la presenza vicino a canestro era a nostro favore.

La difesa, soprattutto nell'uno contro uno statico e nelle giocate al ferro è il marchio di fabbrica di Cervi che però ha fatto vedere molte cose interessanti anche in post basso, attaccando con decisione e prendendosi qualche tiro dalla media distanza. «Ho lavorato tanto nelle scorse settimane su queste situazioni e sul tiro dalla media, se ho spazio è giusto che attacchi e tiri».

Una grinta e una cattiveria che non sempre si erano viste da parte di Cervi. «So che ci sono persone che non possono fare a meno di criticarmi, in inglese si chiamano haters: non m'interessa, facciano pure, io continuo a lavorare per migliorare ogni giorno».

Oltre alla maggiore decisione e alla maggiore responsabilizzazione che Cervi ha avuto in contumacia Lavrinovic, quello che è cambiato è la sua condizione fisica. «Non mi sono mai sentito così bene, nemmeno l'anno scorso. Il ginocchio non fa più male, toccando tutto…».

Un Cervi così farebbe comodo anche in Nazionale e nella massima competizione europea. «Se mi sento pronto per l'Eurolega? Finché non ci provo non posso saperlo».

Altra grande prova di sostanza e qualità, quella di Achille Polonara. L'ex di turno ha sfoderato tutto il suo repertorio, punendo la difesa di Varese in ogni modo e facendo la voce grossa in difesa e a rimbalzo. «Continua il nostro ottimo momento – analizza – questa è la quinta vittoria consecutiva, abbiamo avuto sei giocatori in doppia cifra e tutti hanno messo il loro mattoncino per superare Varese».

Una prova di forza della Grissin Bon, macchiata però da un finale di secondo quarto e da un terzo quarto sottotono, con l'attacco che ha fatto molta fatica contro la zona di Pozzecco. «Forse siamo partiti talmente bene, giocando un quarto e mezzo davvero ottimi, che ci siamo rilassati troppo, faticando un po' per riuscire a leggere la loro zona».

Nel finale però i biancorossi hanno ritrovato la calma, riuscendo a rimettere la giusta distanza tra loro e Varese. «Nel finale siamo stati molto concentrati, forse anche grazie al fatto che ora possiamo contare su rotazioni più lunghe, arrivando agli ultimi minuti con più opzioni e maggiore lucidità».

Lo stesso Polonara sembra un altro giocatore rispetto a quello di Varese. «Forse adesso sono più completo e aggressivo. Attacco di più il ferro e ho più fiducia nel mio tiro: ci ho lavorato molto e ora quando devo lo prendo e basta».

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