Rampi: "Reggiana da serie B ma nessuno ci farà sconti"
Il ritorno del figliol prodigo: "Posso giocare sia a destra sia a sinistra come esterno alto o basso a seconda delle esigenze"
REGGIO EMILIA. I problemi societari del Monza hanno riguardato anche l’esterno granata Francesco Rampi, in prestito in Brianza da settembre, e la saggia decisione è stata quella di tornare alla base appena il calciomercato lo ha consentito. Sabato a Pistoia il tecnico ha buttato subito nella mischia il venticinquenne umbro dando respiro nei minuti finali ad Andreoni nell’inedito, ma non sconosciuto, ruolo di terzino destro.
Quando è maturata la decisione di tornare a Reggio?
«La situazione a Monza è degenerata presto, già ad ottobre, quindi si è fatta subito una chiacchierata con la dirigenza granata dal momento che qua c’era la stima del tecnico perciò a gennaio il mio ritorno era pressoché scontato».
La maglia granata sul profilo facebook l’ha messa da tempo.
«La situazione era complicata e sapevo di andare via».
Quanto le ha pesato la vicenda di Monza psicologicamente?
«L’unico ricordo positivo erano i compagni di squadra che tutti i giorni, senza prendere un centesimo, non mollavano e continuavano ad allenarsi: davvero lodevoli se si considera tutti i soldi persi, a volte dovendo pagarsi l’alloggio di tasca propria, andando avanti senza prospettive. Mi consola che tutti abbiano trovato una squadra; peccato perchè doveva essere una squadra ambiziosa per il vertice del campionato ma siamo rimasti di sasso quando la situazione è precipitata inaspettatamente quel 10 di ottobre».
Perché così tanto tempo per perfezionare il trasferimento?
«Abbiamo tardato troppo a prendere la decisione insieme con la Reggiana e negli ultimi tempi la situazione caotica in Brianza faceva sì che non si conosceva chi doveva firmare i documenti».
Si aspettava di scendere in campo appena tornato in rosa?
«E’ stata una mezzora che mi ha dato morale, anche se il risultato era già acquisito; mi ha fatto veramente piacere pur entrando in un ruolo diverso dal solito».
In quale ruolo la vedremo in futuro?
«Sia a destra che a sinistra posso fare sia l’esterno alto che basso a seconda delle esigenze».
Si sta specializzando come terzino?
«L’ho già fatto l’anno scorso sia con Battistini che con Montanari quindi non è un problema».
Ha visto la posizione in graduatoria dei granata?
«Hanno fatto un lavoro incredibile fino ad ora e spero di dare il mio contributo per restare a questi livelli».
Sente parlare di Serie B nello spogliatoio?
«Sono arrivato da una settimana e vedo giustamente entusiasmo ma non c’è presunzione perché nessuno ci regalerà nulla quindi meglio stare coi piedi per terra».
Che differenze nota tra il Monza di inizio stagione e questa Reggiana?
«Vengo da una squadra che faceva bene nonostante tutti i problemi noti, differenze ce ne sono: qua si gioca più a calcio coinvolgendo tutta la squadra mentre là c’era una squadra molto tosta soprattutto nel reparto dietro».
E quali differenze tra il girone A ed il B?
«Quello della Reggiana non lo conosco ancora bene ma il girone A ha tante squadre attrezzate per provare a vincere: dal Como al Pavia, passando dal Novara al primo Monza oppure alla Cremonese. Del girone B ho visto la gara contro la Pistoiese e fino al gol non ci avevano concesso quasi nulla quindi anche in questo non c’è nulla di scontato».
A proposito: cosa ha detto all’ex compagno Anastasi, sia in granata che al Monza, a fine partita?
«Quando ho visto la contestazione dei loro tifosi ho pensato subito alla brutta esperienza che ha vissuto insieme a me al Monza e spero proprio che si possa riprendere perché è una grande persona e si merita il meglio».
Juri Panciroli
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