Juve-Milan infinita: ora scontro in Lega
Dopo l’uscita di Galliani e la risposta bianconera venerdì il faccia a faccia in assemblea sulla produzione delle immagini tv
MILANO. Prima in campo, poi sul web fra tweet e comunicati, e ora lo scontro totale fra Juventus e Milan si trasferisce in Lega. Venerdì gli occhi saranno puntati tutti sul presidente bianconero Andrea Agnelli e l'ad rossonero Adriano Galliani, prima, durante e a margine dell'assemblea dei club di Serie A. Il motivo della schermaglia (la moviola del gol di Tevez) è già finito in secondo piano. Si attende solo di conoscere gli sviluppi. E tutto può succedere visto che Agnelli ha definito Galliani un «geometra» che ignora le regole e fa «polemica farsesca», mentre l'altro ha accusato la Juventus di arroganza, dopo aver avanzato il sospetto che il replay fosse manipolato. Va detto che l’opinione pubblica, almeno per una volta, è schierata dalla parte bianconera. All'indomani della bufera tutto tace, almeno dai due club. «Sotto il profilo dei comunicati bisogna che chi rappresenta le istituzioni mantenga sempre il suo stile e con questo ho detto tutto», ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Sono amico di Galliani e Berlusconi, ma bisognerebbe riconoscere i meriti: la Juve ha vinto perché più squadra», la sentenza di Arrigo Sacchi.
Ma la sfida si è spostata su altri terreni. Fra i 9 punti all'ordine del giorno dell'assemblea di venerdì, sulla carta, non ci sono particolari spunti per litigare. Il tema più importante, la Goal Line Technology, vede entrambi i club favorevoli, e si attendono le conclusioni di un gruppo di lavoro in collaborazione con Figc e le altre leghe, nominato per valutare le quattro aziende specializzate. Galliani, però, ha annunciato di voler «sollevare un putiferio» affinché la Lega possa produrre tutte le gare, senza concedere facoltà a un solo club di gestire in proprio le immagini», come fa la Juventus. E allora già si possono prevedere momenti ad alta tensione, anche nei corridoi degli uffici di via Rosellini. È già successo, anche nel recente passato, a giugno dell'anno scorso per l'assegnazione dei diritti tv, ma soprattutto in occasione delle elezioni di Beretta al vertice della Lega (gennaio 2013) e di Tavecchio alla guida della Federcalcio (agosto 2014), quando i due club erano su barricate opposte. E pensare che nell’estate 2003 giocatori e dirigenti delle due squadre volavano sullo stesso charter negli Stati Uniti per la Supercoppa. Erano gli anni in cui si spartivano scudetti e Champions, poi la “Santa Alleanza” è caduta con Calciopoli.
Se Gianni Agnelli aveva un legame particolare con Silvio Berlusconi e il Milan, non si può dire altrettanto per il nipote Andrea. E tutto degenera il 25 febbraio 2012, dopo il gol fantasma di Muntari negato al Milan, con uno scambio durissimo di battute fra il presidente juventino e Galliani, apostrofato dall'allora allenatore bianconero Antonio Conte con un «Voi siete la mafia». In estate sembrava che una nuova alleanza potesse nascere fra Agnelli e Barbara Berlusconi, in chiave anti-Tavecchio e per una gestione diversa della Lega.
Oggi da Casa Milan spiegano che la figlia del presidente (che in mattinata ha incontrato per tre ore Galliani) rispetta gli ambiti di competenza dell’altro ad e non entra nel merito della polemica, e che quella comunicata domenica è l'unica posizione della società. Sarà, ma è chiaro che i rossoneri stanno vivendo un momento delicato sia in campo sia fuori.
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