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Saverino e Ruopolo, chiesto il processo

Saverino e Ruopolo, chiesto il processo

Tanti ex giocatori della Reggiana sono accusati di frode sportiva: da Parlato, Fiuzzi, Stefani, Pederzoli a Sartor

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CREMONA. La Procura di Cremona ha chiuso le indagini nei confronti di 130 persone accusato di frode nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse.

Tra questi l’attuale allenatore della nazionale Antonio Conte, in qualità di ex allenatore del Siena, gli ex calciatori Beppe Signori, Stefano Bettarini e Marco Paoloni, l’ex portiere della Cremonese accusato di aver avvelenato i compagni prima dell’incontro con la Paganese.

Spunta anche il nome dell’allenatore dell’Atalanta Stefano Colantuono tra gli indagati per frode sportiva insieme all’ex capitano Cristiano Doni, al direttore sportivo del club nerazzurro Nicola Zamagna e all’ex preparatore dei portieri del Ravenna Nicola Santoni.

La chiusura delle indagini precede normalmente la richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pm, sulla quale dovrà poi esprimersi il giudice.

Un’inchiesta che ha coinvolto diversi ex granata come Alex Pederzoli, Roberto Goretti, Luigi Sartor, Luca Fiuzzi, Mirko Stefani, Gianfranco Parlato e Davide Saverino, oltre a Francesco Ruopolo, a quel tempo centravanti del Padova e oggi – dopo aver scontato 18 mesi di squalifica – capitano e bomber della Reggiana.

Sono chiamati in causa anche Maurizio Neri e Luca Ariatti che, però, nel processo sportivo hanno dimostrato la loro estraneità. La Procura di Napoli ha depositato la richiesta di archiviazione dell'inchiesta per Luca Ariatti.

Maurzio Neri ha dimostrato la sua estraneità al famoso Gruppo Cervia (è stato chiamato in causa solo per l’amicizia con Doni) e non avrà difficoltà a confermare questa tesi anche nel procedimento di Cremona, dove per altro, non figura tra gli indagati. Tra gli indagati figura anche Armando Perna, ex giocatore della Correggese oggi alla Paganese.

Riaffiora ancora a distanza di quattro anni la partita Reggiana-Ravenna che in sede sportiva ha visto i granata condannati a due punti di penalizzazione nel campionato 2011/2012 e 3 anni di squalifica a Davide Saverino. Queste erano state le decisioni della Commissione Disciplinare Nazionale a conclusione del processo di primo grado sul calcio scommesse nei confronti delle società e dei tesserati coinvolti. Una partita che, per la cronaca, la Reggiana aveva vinto per 3 a 0.

«Buffone Giorgio, direttore sportivo del Ravenna calcio – si legge negli atti del procuratore Di Martino – si spostava a Reggio Emilia unitamente a Pirani per prendere contatti con la dirigenza, ai fini della manipolazione della partita Reggiana-Ravenna».

«Promettevano soldi – prosegue – per l’incontro di calcio Reggiana-Ravenna del 10.4.2011, e in particolare il risultato finaledel pareggio con almeno 4 goal complessivi (Over 3,5), conforme alle scommesse predisposte, evento che non si realizzava avendo vinto la Reggiana per 3 a 0. A tal fine venivano compiute, tra le altre, le seguenti attività, anche fraudolente, tendenti alla manipolazione del risultato: Pirani chiamava Mehmeti Ismet, finanziatore e in grado di piazzare le scommese su siti stranieri, avvisandolo che con riferimento alla successiva partita si sarebbe svolto un incontro al fine di pianificarla. Pirani (Buffone 4.6.11 pag.16 trascriz.) informava Buffone, direttore sportivo del Ravenna, che aveva delle conoscenze nella Reggiana, e lo invitava ad accompagnarlo ad un incontro. Pirani informava Erodiani (28.3.11 ore 13,17) di un suo viaggio a Reggio Emilia unitamente al Buffone, direttore sportivo del Ravenna, dove avrebbe proposto “un abbraccio con quattro golletti” (un pareggio con Over 3,5), risultatodi comune utilità per le due squadre, che avrebbe consentito di essere positivamente utilizzato a fini discommessa. A tal fine Buffone, unitamente al Pirani, s’incontrava su iniziativa del secondo, al casello di Imola, con il calciatore della Reggiana Davide Saverino, cercando di concordare il programmato pareggio. Nell’occasione (Pirani 4.7.11) veniva prospettato anche un possibile successivo trasferimento del predetto alla squadra di Ravenna. Saverino si riservava di contattare i compagni di squadra, rispondendo, poi, negativamente».

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