Mussini: «Più giocavo e più prendevo fiducia»
Il gioiellino reggiano soffre per il calo progressivo del proprio minutaggio «Ma è giusto che giochi Kaukenas, cercherò comunque di rendermi utile»
REGGIO EMILIA. La stagione di Federico Mussini è passata un po' dalle stelle a alle stalle: il giovane talento azzurro ha visto decrescere in modo esponenziale il minutaggio, da ottobre ad oggi.
Il play biancorosso si dà comunque la piena sufficienza: «Complessivamente fino ad ora mi merito un 6/6,5. Sono partito molto bene, da 8 ma ora sono calato parecchio, gioco poco, sono da 4».
Come mai non riesce più a esprimersi come all'inizio?
«Più giocavo e più prendevo fiducia. Adesso ho pochissimo spazio, non è facile entrare in partita ed incidere in pochi minuti. Un periodo negativo può capitare, l'importante è continuare ad allenarsi bene e le cose miglioreranno».
Ha parlato col coach di questa riduzione di minutaggio. La cosa le pesa un po'?
«Ovviamente dispiace passare da quasi 25 minuti di media ai pochi attuali. Non ne ho parlato con Menetti, ma col rientro di Kaukenas la scelta su chi mandare in campo è ovvio che vada sul campione, lo posso capire. Io cercherò di dare il mio apporto nel poco tempo che ho a disposizione».
Ma lei non doveva spartirsi i minuti con Cinciarini?
«In teoria sì, sono il suo cambio ma mi hanno fatto giocare spesso anche guardia. Ora viene preferito Diener come suo cambio, quindi per me ancora meno spazio. Il mio obiettivo è dimostrare che sono un playmaker e che posso reggere il campo in quel ruolo».
In cosa si sente migliorato dopo questi mesi passati in prima squadra?
«Sono migliorato un po' dal punto di vista fisico e questo mi aiuta in difesa. Anche nella lettura del gioco sono cresciuto e questo è molto importante perché nelle giovanili agli errori potevi mettere una pezza, i professionisti te le fanno pagare tutte».
Gianmarco Pozzecco le ha fatto tanti complimenti dicendo che lui alla sua età non aveva lo stesso talento. Che effetto le ha fatto?
«Mi ha fatto un piacere immenso. Ammiro Pozzecco da tanto tempo, come giocatore e come personaggio».
Ha però aggiunto che lui fece il salto di qualità perché gli vennero date presto le chiavi della squadra. E' questo il suo sogno?
«Sì, spero di avere più spazio per mostrare le mie capacità e dimostrare a tutti che possono fidarsi di me e darmi responsabilità».
I contatti con le università americane continuano oppure ha accantonato l'idea?
«Continuano, siamo sempre in contatto. Dovrei andarle a visitare ma non ho tempo durante il campionato. Appena potrò ci andrò perché voglio rendermi conto di come funziona la vita là ed è un'esperienza che mi attira parecchio».
Domenica affronterà un altro giovane promettente: Nicolò Basile. Una motivazione in più, confrontarsi con lui?
«Sì, gli stimoli ci sono sempre ma quando affronto un amico o un giocatore di grande caratura crescono. Ad esempio Maynor l'ho visto in Nba e domenica scorsa ci tenevo tantissimo a confrontarmi con lui mostrando che potevo reggere il suo livello. Con Basile forse saremo compagni di nazionale in Under 20 e ci conosciamo bene. Lui sta giocando minuti importanti a Pesaro, lo merita».
Dopo Pesaro arriverà la Coppa Italia che lo scorso anno la vide protagonista. Dove potete arrivare questa volta?
«L'obiettivo è vincerla, anche se ovviamente non sarà facile».
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