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Razzoli: «Sto bene e sono carico»

Razzoli: «Sto bene e sono carico»

Il reggiano in Colorado si sta allenando intensamente per la prova mondiale

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VILLA MINOZZO. «Sto bene e sono carico. La preparazione procede regolarmente».

Sono i rassicuranti messaggi che Giuliano Razzoli manda alla famiglia che a Razzolo aspetta con comprensibile impazienza di vederlo finalmente scendere sulla pista di Beaver Creek dove si trova già da giovedì scorso.

Questa volta il Razzo gareggia per il titolo mondiale dello slalom: si deciderà tutto domenica in due manche. Chi vorrà vivere in diretta l’avventura americana di Razzoli e degli altri azzurri dovrà però fare le ore piccole per la differenza di 7 ore nel fuso orario. Così che quando in Colorado verrà dato alle 10.15 il primo segnale di partenza, in Italia saranno le 3.15 della notte. Più semplice seguire la seconda discesa, alle 14.30 (le 7.30 qui da noi), ed ammirare le acrobazie fra i pali dei primi trenta slalomisti. La scelta di gareggiare su queste montagne degli Stati Uniti era stata fatta in Turchia, cinque anni fa, a scapito di Cortina d’Ampezzo e Saint Moritz, con 8 voti a favore e 7 contrari. Ci sono due precedenti; su queste pendici si gareggiò per lo stesso alloro negli anni 1989 e 1999. La pista scelta per il titolo è la Birds of Prey e la partenza verrà data a quota 2.911 metri per scendere a 2.724; dunque un dislivello di 187 metri con una neve che, data l’altitudine, sarà molto probabilmente abbastanza dura. Un aspetto tecnico che a Razzoli non dispiace. La lunghezza del tracciato è di 640 metri. Molto importante sarà inoltre la scelta del tracciatore e se questo compito fosse affidato ad un tecnico italiano potrebbe diventare tutto un po’ più semplice per gli azzurri. Di estremo rilievo, infine, il pettorale che verrà estratto. Razzoli, grazie agli ultimi risultati in Coppa del Mondo (due quarti ed un sesto posto) è riuscito a rientrare nel primo gruppo, fra i primi quindici, dunque il suo numero di partenza sarà essere più basso di quelli che gli sono stati assegnati in questo scorcio di stagione. L’avventura americana degli sciatori italiani sino ad ora ha regalato pochi frutti. Non resta che sperare nel rush finale.

Luigi Vinceti

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