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l’esterno biancorosso

Kaukenas: «Vietato sedersi c’è ancora tanto da lavorare»

di Daniele Valisena
Kaukenas: «Vietato sedersi c’è ancora tanto da lavorare»

REGGIO EMILIA. «Lavorare, lavorare e lavorare». È questo il mantra di Rimas Kaukenas. Nonostante gli oltre 20 punti del test match con Mantova e i successi in campionato, l'esterno lituano non vuole...

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REGGIO EMILIA. «Lavorare, lavorare e lavorare». È questo il mantra di Rimas Kaukenas. Nonostante gli oltre 20 punti del test match con Mantova e i successi in campionato, l'esterno lituano non vuole cali di tensione e pone molto più in alto l’asticella.

«Non siamo ancora al livello di gioco che dobbiamo raggiungere - dice - non possiamo sederci e accontentarci, abbiamo tanto su cui lavorare».

A Mantova ha superato i 20 punti ed è stato mvp: l'infortunio è ormai alle spalle?

«Ci vuole tempo. Negli ultimi tre mesi ho giocato solo tre partite, veramente poche. Con Mantova è stato un buon allenamento e mi è servito, perché ho bisogno di giocare».

Nelle ultime settimane il roster è stato sistemato. La squadra ha acquistato maggiori certezze?

«Non so se il roster sia sistemato in maniera definitiva, aspettiamo Lavrinovic. Siamo un work in progress e dobbiamo ancora capire bene quali sono i ruoli».

Parla di responsabilità individuali, di squadra oppure di rotazioni?

«Un po’ di tutte queste cose. A volte è una questione di ruoli in campo, a volte non capiamo bene cosa fare in certe situazioni: tutti però dobbiamo capire che bisogna giocare sempre con durezza, sacrificandoci in difesa».

L'assenza di Lavrinovic, e quindi la sua maggiore responsabilizzazione, ha contribuito alla crescita di Cervi?

«Certo, ma è un discorso che vale per tutti. Va però detto che nelle ultime gare non giocavamo…che ne so, contro Milano, quindi non esaltiamoci troppo. Cervi con Varese ha fatto un ottimo lavoro, ora sappiamo di poter contare su di lui in difesa, ma tutti hanno fatto passi avanti. Teniamo presente che questo non basta e c’è tanto su cui lavorare».

A proposito di lunghi, nelle ultime gare ci sono stati molti possessi in post basso. Una nuova dimensione del vostro attacco?

«Non si può vincere solo con gli esterni. Ogni tanto il tiro da fuori non funziona, dobbiamo riuscire a creare di più dentro l'area, far arrivare la palla dentro e penetrare con più frequenza, altrimenti per i nostri avversari diventa troppo facile metterci in difficoltà. Polonara non è un giocatore interno e sta facendo bene, mentre Cervi può darci un gromano in questo aspetto».

A proposito di lunghi: ha parlato con Lavrinovic?

«Lo sento spesso. Ora sta meglio, riesce a lavorare con più carichi. Sembra che per la coppa non ce la faccia, non capiamo bene perché: peccato, lo volevamo con noi a Desio. Lui può aiutarci molto a migliorare il gioco interno».

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