Razzoli va a caccia di una medaglia ai Mondiali di sci
L’olimpionico 2010 cerca il podio che manca da tre anni e come a Vancouver vuol essere il salvatore della patria
Con la sua medaglia d’oro, conquistata l’ultimo giorno, nell’ultima gara delle Olimpiadi di Vancouver, nel 2010 aveva salvato la spedizione azzurra in Canada, fino a quel momento a secco di vittorie.
Oggi, nello slalom maschile che chiude la 43esima edizione dei Mondiali di sci alpino negli Stati Uniti, a Vail/Beaver Creek, il trentenne Giuliano Razzoli vuole vestire di nuovo i panni del “salvatore della patria”, regalando all’Italia la prima medaglia dopo che nelle gare disputate finora gli sciatori azzurri hanno sempre deluso, finendo lontano dal podio.
E il podio, che al Razzo manca da più di tre anni in una gara di Coppa del mondo (era il 19 dicembre 2011, all’indomani del suo 27esimo compleanno), è alla portata dello slalomista di Villa Minozzo, che quest’anno è stato capace di tornare tra i big della specialità e di riconquistare il primo gruppo, dimostrandosi in grande ascesa – di condizione, sciata e risultati – nelle gare disputate a gennaio.
Sono quelle di Stefano Gross (primo ad Adelboden e secondo a Wengen e Schladming) e di Giuliano Razzoli (due quarti posti, ad Adelboden e Kitzbühel, e sesto a Schladming) le ultime frecce all’arco azzurro, con la squadra italiana che può contare anche su Patrick Thaler e Manfred Moelgg, reduce da un brutto infortunio ma già capace di salire sul podio in uno slalom dei Mondiali.
E Razzoli, giustamente, non nasconde le sue ambizioni, anche se finora non ha mai avuto fortuna nell’appuntamento iridato che per lui, anzi, rappresenta un vero e proprio tabù.
Fuori nella prima manche in Val d’Isère (2009) e a Schladming (2013), era uscito nella seconda prova nel 2011, a Garmisch, dopo aver chiuso all’undicesimo posto la prima.
Ma ai Mondiali, si sa, i piazzamenti non contano: si scende per vincere, o per portare a casa una medaglia.
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