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Razzoli va a caccia di una medaglia ai Mondiali di sci

di Giuseppe Galli
Razzoli va a caccia di una medaglia ai Mondiali di sci

L’olimpionico 2010 cerca il podio che manca da tre anni e come a Vancouver vuol essere il salvatore della patria

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Con la sua medaglia d’oro, conquistata l’ultimo giorno, nell’ultima gara delle Olimpiadi di Vancouver, nel 2010 aveva salvato la spedizione azzurra in Canada, fino a quel momento a secco di vittorie.

Oggi, nello slalom maschile che chiude la 43esima edizione dei Mondiali di sci alpino negli Stati Uniti, a Vail/Beaver Creek, il trentenne Giuliano Razzoli vuole vestire di nuovo i panni del “salvatore della patria”, regalando all’Italia la prima medaglia dopo che nelle gare disputate finora gli sciatori azzurri hanno sempre deluso, finendo lontano dal podio.

E il podio, che al Razzo manca da più di tre anni in una gara di Coppa del mondo (era il 19 dicembre 2011, all’indomani del suo 27esimo compleanno), è alla portata dello slalomista di Villa Minozzo, che quest’anno è stato capace di tornare tra i big della specialità e di riconquistare il primo gruppo, dimostrandosi in grande ascesa – di condizione, sciata e risultati – nelle gare disputate a gennaio.

Sono quelle di Stefano Gross (primo ad Adelboden e secondo a Wengen e Schladming) e di Giuliano Razzoli (due quarti posti, ad Adelboden e Kitzbühel, e sesto a Schladming) le ultime frecce all’arco azzurro, con la squadra italiana che può contare anche su Patrick Thaler e Manfred Moelgg, reduce da un brutto infortunio ma già capace di salire sul podio in uno slalom dei Mondiali.

E Razzoli, giustamente, non nasconde le sue ambizioni, anche se finora non ha mai avuto fortuna nell’appuntamento iridato che per lui, anzi, rappresenta un vero e proprio tabù.

Fuori nella prima manche in Val d’Isère (2009) e a Schladming (2013), era uscito nella seconda prova nel 2011, a Garmisch, dopo aver chiuso all’undicesimo posto la prima.

Ma ai Mondiali, si sa, i piazzamenti non contano: si scende per vincere, o per portare a casa una medaglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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