Gazzetta di Reggio

Sport

Reggiana mettici cuore, gambe e nervi

di Ivan Paterlini
Reggiana mettici cuore, gambe e nervi

Non sarà facile domare un’avversaria ben organizzata ma i tre punti sono indispensabili per continuare a volare

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Prendete mezzo metro di neve, mischiatelo con due gocce di purissima sfiga, aggiungete un’avversaria tignosa e, per non farvi mancare nulla, mescolate con un barometro idiota che promette pioggia. La ricetta di Reggiana-Pontedera è servita. Tutti a tavola alle 16.

Altro che i menù di Benedetta: questa è una domenica Maledetta in tutti i suoi preamboli: ci vorranno sudore, gamba, nervi, cuore, tifo e tanta pazienza per trasformarla in quella festa che servirebbe come aria fresca ad una squadra tornata da Pistoia ubriaca di gioia e poi fermata sul più bello dalla sosta coatta.

Il pragmatico Alberto Colombo, facendo due più due, auspicava quel rinvio poi scritto d’ufficio su un manto bianco di proporzioni siberiane. Si era fatto male Spanò; De Giosa non era (non è) ancora spendibile se non per un giro di campo in carriola; Vacca avrebbe scontato il suo turno di castigo rimettendosi contemporaneamente in sesto dopo quell’infortunio al Melani. Peccato soltanto per il pubblico che si preannunciava come una volta, in dosi massicce.

Beh, è andata a finire che in attesa di affrontare il Pontedera si sia fatto male anche Maltese. Proprio lui, il regista. Ed in contemporanea il suo vetusto alter ego Parola si sia infilato sotto il piumone con una febbre da zona play off.

Porcaccia d’una miseria: Parola sarebbe stato perfetto sia come direttore dell’orchestra di centrocampo che per rilevare Spanò al centro della difesa. Oppure subentrare in trincea semmai il soldatino di Colombo dovesse andare in gamba gigia durante il match.

Piangiamoci addosso un altro attimo per chiederci come mai, da quando esiste il gioco del calcio, i brocchi non si facciano mai male e poi guardiamo avanti. Aguzzando bene la vista perché il Pontedera è una squadra tignosa, spregiudicata, anche aggressiva, ottimamente messa in campo da uno dei guru della Lega Pro: Paolo Indiani. All’andata ha messo all’angolo la Reggiana, tornata a casa con un pareggio di pura sofferenza: da allora i granata hanno fatto un bel balzo in fatto di crescita e rendimento, è indubbio; peccato che la spina del loro trapano sia inserita in una presa slabbrata che ogni tanto fa mancare la corrente. La squadra si adagia, di più: si stravacca. Si specchia in se stessa, fa la sborona, comedirebbero a Bologna. Per fortuna Colombo ha sagacia e tempismo nel riportarla alla realtà con cazziatoni memorabili. Speriamo che l’ultimo sia servito, come serviranno, oggi, questi tre punti di platino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google