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Reggiana, è la partita perfetta

di Ivan Paterlini
Reggiana, è la partita perfetta

Sontuosa prova di squadra contro un Pontedera aggressivo e due gol da cineteca

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REGGIO EMILIA. Chapeau. Quando vinci una partita del genere – soprattutto come la vinci – ti rendi conto che qualcosa conta molto più dei pur preziosissimi tre punti.

Reggiana-Pontedera si preannunciava tignosa, scorbutica e così è stata. Dal primo minuto sino al terzo di recupero. I granata di Colombo hanno trovato altri granata, quelli di Indiani, egualmente organizzati, aggressivi e propositivi. Averli messi sotto, alla faccia di tutti i problemi e guai della vigilia e poi di quelli sbocciati in corso d’opera, ha avuto il sapore di un esame di maturità superato a pieni voti. La Reggiana studia... da big e stavolta ha meritato il massimo dei voti. Ovviamente c’è qualcosa da limare e perfezionare, mica siamo il Real Madrid, ma questa è stata una partita (quasi) perfetta. Iniziata benino, proseguita in sofferenza sino al riposo ma poi presa in pugno e portata a casa con l’autorevolezza di una squadra vera. Sì, sognare ci sta.

Tremolada non è un regista, il grande punto interrogativo poteva essere il suo: Colombo non ha preteso da lui un trattato di architettura, gli ha semplicemente affidato un album da colorare e via via il giocatore ha preso fiducia, trovato posizione e sintonia con il coro di una manovra che nel secondo tempo è venuta fuori in modo tambureggiante, a tratti anche spettacolare. Fino al Vincerò.

La Reggiana ci crede, ci prova e diverte. Soprattutto palesa margini di ulteriore crescita: basti pensare che un ragazzino come Messetti, inserito al posto del pilastro del centrocampo (Bruccini) si è calato subito nel match. Basti pensare che Rampi è entrato con l’elmetto e si è messo subito in trincea. Basti pensare – guardiamo un po’ avanti – che Petkovic ha dato l’impressione, anche se soltanto per un pugno di minuti, di poter essere il panzer ideale per affiancare o far rifiatare un Ruopolo che continua stupire per generosità, cuore e muscoli.

La Reggiana ieri ha gettato le stampelle in faccia ad un Pontedera bravo di gambe ed ancor più di gomiti, ha smontato il meccanismo toscano con tenacia e pazienza. Ha saputo rimodularsi davanti al pressing pisano per tutto il primo tempo, ha anche sofferto al punto di sacrificare Andreoni al puro contenimento. Poi si è riorganizzata ed ha preso per il collo la partita. Un primo colpo su azione da manuale del calcio (Giannone, Mignanelli, Angiulli), poi quello di grazia con la classe e la strepitosa balistica di Giannone. Brava la prima volta, la Regia, E cinica la seconda. Finalmente.

Brava al punto di far dimenticare che Alessandro Spanò ha giocato con un legamento fuori uso: non se n’è accorto nessuno perché il soldatino di Colombo si è mosso con la solita sagacia e rapidità. Ha preso anche un brutto colpo in faccia ma si è rialzato e non ha fatto passare neanche l’aria. Ha giocato per la squadra, per una squadra grande e vera.

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