«Una lezione che deve servirci per il futuro»
Il tecnico Menetti: «Siamo delusi più per il finale che per il resto della partita Venivamo da cinque vittorie consecutive, la sconfitta non ci dovrà scoraggiare»
PESARO. Una sconfitta che brucia, anche perché inaspettata, ma guai a fare drammi in casa Grissin Bon.
Guai soprattutto a farli con l’allenatore Max Menetti, che si toglie dal volto l'aria di disfattismo e analizza la gara senza tanti preamboli: «Venivamo da cinque vittorie di fila. Questa sconfitta non ci deve scoraggiare. Non possiamo pensare di vincerle tutte. Certo è che siamo molto delusi naturalmente, più per il finale che per il resto della partita. Quando fai intravedere a una squadra motivata come Pesaro di poter prendere i due punti, poi diventa tutto più difficile. Non possiamo giocare sempre in punta di piedi. E’ una lezione che ci deve servire per il prosieguo del cammino. Abbiamo dilapidato due volte nella gara dei vantaggi e l'abbiamo fatto con troppa leggerezza. Pesaro è rimasta attaccata alla partita. Naturalmente nell’ultimo quarto eravamo stati bravi a riprendere dal -8, purtroppo poi dopo si va dentro gli episodi. Abbiamo dato per due volte di fila la palla in mano a Diener che era colui che ci aveva riportato lì e non posso proprio dirgli niente per ciò che ha fatto. Abbiamo giocato con due ritmi diversi. E questo poi ti dà la sensazione di non riuscire a chiudere bene i giochi. Se l’avversario, che gioca per la salvezza, quindi ha una grossa determinazione, ti viene addosso, poi succedono partite così e succede di perdere».
Chiaro dunque il concetto di Menetti: c’è anche merito della Consultinvest.
«Pesaro - spiega - non è una piazza che vale l'ultimo posto in classifica: per i tifosi, per la dirigenza e per la sua storia. Le è successo anche contro Venezia di risalire e giocarsela fino in fondo».
Spazio poi alle impressioni avute dai singoli, con la prestazione di Cervi in primo piano.
«Su Cervi dico che in settimana è stato molto sponsorizzato, perché l’Italia si ritrova all’improvviso un pivot disponibile, visto che Cusin è infortunato. Ma Riccardo ha 24 anni ed è il primo anno che gioca da protagonista, è normale che abbia alti e bassi. E’ ovvio che essendo 215 centimetri , i giocatori mobili li soffrirà sempre come qui ha sofferto Judge. Ha giocato mille volte contro giocatori più esterni e deve imparare a fronteggiarli. Lorant non lo abbiamo subito molto in realtà, per cui il problema è stato di tutta la squadra. Cervi è stato evanescente nei primi due quarti, poi però si è un po’ ripreso. Infine dico che ho scelto io di fare fallo su Wright a pochi secondi dalla fine, perché non volevo prendere bombe. E’ matematico che senza fallo, prendiamo bombe. La casistica dice che era la scelta da fare. L’ultima azione era per Diener, lo schema era disegnato per lui: che poi tiri da nove metri o no, non lo so, però abbiamo giocato come volevamo. Diener era stato bravo, ma possiamo parlare poco del finale, perché dovevamo chiuderla prima se volevamo vincere. Brava Pesaro a essere aggressiva, però poi abbiamo avuto l’ultimo tiro, per cui in fondo non mi sento di recriminare più di tanto». (m.f.)
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