Colombo: «Questa vittoria mi ha dato una scossa»
«A Lecco ho avvertito il terremoto ma senza problemi. La squadra ha dato dimostrazione di maturità. Gli elogi? Merito dei giocatori»
REGGIO EMILIA. Nemmeno il terremoto ha tolto il buonumore al tecnico Alberto Colombo. Ieri alle 15.06 tra Lecco e Como è stata registrata una scossa di terremoto pari a 2,3 della scala Richter. «Per fortuna è stata lieve – rimarca – per cui va bene così».
Significa che potrebbe patteggiare: i tre punti a Piacenza per un’altra scossa di terremoto?
«L’ho avvertita ma non mi sono spaventato. Contro il Pontedera, invece, è stata una bella scossa per la nostra classifica».
Perché ha dato tanta importanza a questo successo?
«Per due motivi: il valore dell’avversario e per come è maturata. Il Pontedera è una squadra che fa dell’organizzazione una sua peculiarità e nel parte centrale del primo tempo siamo andati in difficoltà quando hanno preso possesso del centrocampo».
Ma l’avvio di ripresa è stata da grande squadra.
«E’ questo che mi ha esaltato: eravamo in difficoltà per alcune assenze, per l’infortunio di Bruccini ma abbiamo saputo stringere i denti, difenderci in modo collettivo ed intelligente e poi uscire dal guscio con autorevolezza».
Una Reggiana che ha saputo leggere la partita?
«Proprio così. In altre occasioni non siamo stati in grado di capire l’andamento della partita e abbiamo pagato a caro prezzo le nostre difficoltà. Domenica abbiamo aspettato tempi migliori per colpire. Una filosofia che appartiene alle squadre mature».
Cosa ha detto alla squadra a fine primo tempo?
«Che se volevamo essere una grande squadra dovevamo reagire alle difficoltà e lottare per la vittoria».
La squadra l’ha presa sulla parola.
«Per questo ho speso parole di elogio».
Una Reggiana che ha vinto nonostante una rivoluzione a centrocampo.
«Messetti è stato bravo, così come Siega nell’adattarsi in quel ruolo. Ma devo dire che ora è una costante: se devo per esigenze mettere un giocatore fuori ruolo ho sempre delle positive risposte. E questo aspetto che ha dato valore alla vittoria sul Pontedera».
Giocatori come Giannone fanno la differenza.
«E’ un valore aggiunto, ciò che hanno squadre come Pisa e Ascoli: giocatori che nei momenti difficili sanno cambiare il corso della partita. La punizione di Giannone, in pratica, ha chiuso il match. Magari nel primo tempo si era estraniato dalla manovra ma è un atleta che ha questi colpi».
Ora sul piedistallo è stato posto l’allenatore Colombo.
«Mi fa piacere ma penso che prima di tutto ci siano i meriti della società che ha creato queste condizioni di lavoro e poi loro: i giocatori».
Eppure in una banda musicale i solisti sono importanti ma serve un direttore d’orchestra per suonare in perfetta armonia.
«Questo è un gruppo che è cresciuto di partita in partita, anche facendo tesoro degli errori ma ora si è reso conto della propria forza e ha capito che può arrivare lontano. Vede la meta e moltiplica gli sforzi».
Un riconoscimento che arriva dai suoi colleghi. C’è il sentore di una “panchina d’oro”.
«Mi sembra esagerato. La scorsa settimana, dopo l’esonero, mi ha chiamato Lucarelli che vuole venire a trovarci. Questa attenzione mi ha fatto molto piacere».
Una Reggiana che diverte per come gioca, entusiasma per la classifica e vince. Cosa vuole di più?
«La nostra gratificazione è nel vedere i tifosi uscire dal Città del Tricolore soddisfatti non solo per i risultati ma hanno compreso che questa squadra getta sul rettangolo di gioco tutte le sue energie. Poi è logico che le vittorie abbelliscono le prestazioni».
Domenica c’è la formalità Pro Piacenza?
«Ci risiamo. Sembra tutto facile ma non è così. Non voglio scomodare Juve e Roma ma anche noi ne sappiamo qualcosa di ciò che accade se non affronti con la mentalità giusta queste partite».
Arnaldo Franzini è un altro allenatore in gamba.
«E’ un organizzatore e vedo cambia spesso il suo modo di giocare».
Se non altro allo stadio Garilli sarà come giocare al Città del Tricolore.
«Mi fa piacere, speriamo di rievocare Carrara». (w.m.)
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