Sabotic: «Il mio carattere non piace al mister»
Il difensore: «Non sono indolente, anzi, ma devo ancora migliorare tanto»
REGGIO EMILIA. Il montenegrino Minel Sabotic, per i compagni lo "zingaro" è uno dei giovani su cui l’allenatore Alberto Colombo fa più affidamento.
Non le da fastidio essere chiamato “zingaro” dai compagni?
«E' dal primo giorno di ritiro che lo fanno ormai ci sono abituato, poi me lo dicono tutti. Sono nato in Montenegro ma mi sento italiano a tutti gli effetti perché sono arrivato a 4 anni e cresciuto in Italia».
Fisicamente come va?
«Ho qualche acciacco ma tutte cose che si possono gestire, per il momento siamo in pochi quindi bisogna stringere i denti».
Il campionato è ancora lungo.
«Infatti stanno per arrivare quattro partite pesanti quindi è meglio essere in forma».
Perché fa spesso arrabbiare il tecnico?
«Ho un carattere un po' strano: può sembrare che non abbia voglia di fare niente invece è il contrario. So che questo è un mio limite che devo cercare di migliorare in futuro».
Una bella strigliata la settimana scorsa.
«Forse due o tre ma è questione di carattere poi, per fortuna, in partita le cose sono andate bene sennò sarebbero stati cavoli miei».
Come analizza la partita col Pontedera?
«Nel complesso bene: un buon inizio nostro poi qualche problemino dopo i primi venti minuti ma nella ripresa ci siamo uniti ed è uscita una maggior grinta di tutta la squadra che ci ha portato alla vittoria».
Si sente un titolare inamovibile?
«Per ora sì ma quando rientrerà De Giosa vedremo perchè lui sta scalpitando; è un giocatore che mi ha aiutato molto all'inizio poi è stato sfortunato con tutti gli infortuni».
La situazione diffidati nel suo reparto preoccupa?
«Finora non abbiamo gestito niente lasciando tutto al caso ma per il futuro parleremo col mister e vedremo come fare».
L'ambiente com'è?
«Siamo quasi tutti giovani quindi c'è da divertirsi».
Sa di essere uno dei pochi che non ha ancora segnato?
«Sono sfortunato perchè più volte ho sfiorati il gol. Ai compagni dico sempre che segnerò quello più importante ma è decisivo non prenderli».
E' una Reggiana che a gennaio si è rinforzata?
«Il mercato è stato ottimo perché sono arrivati dei ragazzi che hanno voglia di fare».
A gennaio chi l’ha cercata?
«Sinceramente non c'era nessuna voce su di me ed al mio procuratore avevo detto di non essere disturbato perché mi trovo bene a Reggio e c'è un progetto importante».
Dove deve migliorare per fare il salto di categoria?
«Tecnicamente e fisicamente ma molto più con la testa».
Ha un sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe arrivare in Serie A, magari alla Juve di cui sono tifoso».
Ha qualche riferimento?
«Nel mio ruolo Chiellini e Bonucci possono andare».
Come definisce l'inizio della sua carriera?
«E' un sogno che si realizza, piano piano con impegno, già dai tempi del Rolo. Quando dalle giovanili del Sassuolo sono finito in Eccellenza non mi sarei aspettato, dopo due anni, di lottare per la Serie B».
La fidanzata?
«Pensavo che il calcio facesse miracoli invece, per ora, niente da fare né a Reggio e né a Modena dove vivo».
Come finirà a Piacenza?
«Speriamo di perdere 3-0».
Prego?
«Se dico il contrario va a finire che prendiamo 10 gol e poi è un casino…»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
