Gazzetta di Reggio

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«Non dimentichiamoci San Marino»

di Juri Panciroli
«Non dimentichiamoci San Marino»

Calcio Lega Pro: Nicholas Siega esorta la sua Reggiana a non prendere alla leggera la gara con il Pro Piacenza

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REGGIO EMILIA. Era il 7 agosto dell’anno scorso quando Nicholas Siega indossò per la prima volta in un impegno ufficiale la maglia della Reggiana. L'occasione fu il primo turno della Coppa Italia di Lega Pro, guarda caso allo stadio Garilli contro l'avversaria di domenica in campionato: il Pro Piacenza. E fu proprio lui a mettere il sigillo granata all’inedito derby con un gol negli ultimi minuti di gara.

«Proprio così – fa mente locale l'esterno alto del tridente offensivo di Alberto Colombo – mi sono presentato bene ai tifosi ma era un'altra partita rispetto ad ora anche perché adesso dobbiamo fare di tutto per continuare a portare a casa dei risultati utili e speriamo che questo orario particolare delle undici non incida negativamente».

Non gradisce dunque giocare alle 11?

«Vale anche per i nostri avversari ma è la prima volta che ci capita e ci sono tante incognite legate al risveglio ed all'alimentazione».

E' una gara che nasconde insidie?

«Ogni partita va affrontata con il piglio giusto per evitare figuracce come quella che abbiamo fatto aSan Marino».

Però il San Marino si sta dimostrando una ammazzagrandi...

«Infatti il discorso vale anche per le altre squadre che sono in lotta con noi nei quartieri alti, se ci metti poca concentrazione chiunque è in grado di fermarti».

Dove sarà impiegato Siega al Garilli?

«L'ho ripetuto più volte: in ogni ruolo per il quale il mister necessiti io, nei limiti del possibile, sono a disposizione».

Dopo il mercato di gennaio si può puntare in alto?

«A parte Giannone che conoscevo bene dallo scorso anno e le cui doti avete già apprezzato, anche gli altri arrivati sono innesti che possono aiutare la Reggiana a raggiungere l'obiettivo».

Quale obiettivo?

«Intanto rimanere nelle prime posizioni sino alla fine, poi tirare le somme».

C'è un momento in cui si potrebbe decidere il campionato?

«Se riuscissimo ad inanellare una serie di filotti positivi si potrebbero iniziare a delineare meglio le nostre potenzialità ma vedo che, almeno per ora, nessuna delle avversarie molla».

Tuttavia qualche partenza a gennaio è stata inattesa, vedi Sinigaglia...

«Dispiace per chi è partito perché, a volte, qualcuno di loro è stato fondamentale per ottenere buoni risultati ma sono scelte che vanno accettate indipendentemente che siano dei singoli o della società».

Uno dei colpi migliori è stato non far partire i gioielli come Siega?

«Può darsi. Per ciò che mi riguarda l'obiettivo era restare anche se le voci di interessamenti fanno sempre piacere ma, di veramente concreto, non c'era niente. Poi qua sto alla grande su tutti i fronti: mi trovo bene col gruppo, mi piace la città e i risultati arrivano; che dire: sono felicissimo».

Ha voglia di tornare al gol personale?

«Spero il prima possibile ma l'importante sono i risultati di squadra».

Ben sette undicesimi della la Pro Patria dello scorso anno, più il tecnico, stanno andando forte in granata: perché questa differenza di risultati?

«E' un mistero perché già l'anno scorso ci eravamo accorti di essere una buona squadra con tanti ragazzi di qualità. Forse i pochi stimoli di un campionato senza retrocessioni per una squadra così giovane hanno pesato; poi con lo spostamento in blocco a Reggio dei pezzi ritenuti più pregiati e qualche innesto mirato è arrivato il salto di qualità».

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