Gazzetta di Reggio

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Grissin Bon, mancano i muscoli

di Linda Pigozzi
 Grissin Bon, mancano i muscoli

I biancorossi si fermano contro la fisicità della Dinamo, sfuma il sogno della Coppa Italia

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Si ferma contro i muscoli della Dinamo Sassari la corsa della Grissin Bon verso la Coppa Italia. Come dodici mesi fa, Reggio non va oltre la semifinale e cede davanti al team sardo, fisicato e atletico al punto da risultare un ostacolo insuperabile per i pur volenterosi reggiani. La sconfitta matura in un terzo quarto che Sassari riesce a giocare a mille, difendendo con eccezionale intensità.

Reggio, sospinta da oltre mille fantastici tifosi, culla solo nei primi due quarti l’illusione di giocarsi la finale. E solo finché i sardi restano in tilt davanti alla zona reggiana che ha il gran pregio di rallentare, anche se per troppo poco tempo, gli indiavolati ritmi dei sardi.

Provato dal quarto con Trento e non certo al top della condizione, Diener sfida il proprio passato e prende posto in quintetto con Cinciarini, Silins, Polonara e Cervi. Mani addosso e pressione altissima sin da subito, l’input che trasmette coach Sacchetti alla sua truppa di atleti. Ma l’inizio è equilibrato, con i biancorossi che paiono determinati come non mai a non perdere l’appuntamento con la storia. Si viaggia a ritmi folli con Sassari, fisica e concreta, che resta sempre avanti seppure di un soffio. Polonara però mette insieme due azioni stratosferiche e spinge Reggio avanti (8-10 poco prima della metà del quarto). Sassari trova con i panchinari Sacchetti prima e Devecchi poi un 5 a 0 che vale il sorpasso (15-14 al 7’). Con classe e grinta, Kaukenas Kaukenas riporta Reggio avanti 18-19 sul primo gong del match. C’è pure un bel po’ della panchina reggiana in campo, all’inizio del secondo quarto. A dettare i giochi Mussini, che viene affiancandolo all'esperienza di Kaukenas e di un negativo Diener, oltre a Silins e Pini sotto. Pini in appoggio per il 18 a 21 mentre in difesa si avanti con la zona 3-2 che rallenta (e non poco) il ritmo della formazione sarda. Brian Sacchetti apre però la "scatola" per il 21 pari dopo 1' abbondante di gioco. Aggressive ed efficaci, le difese congelano il punteggio per 2’ quando Kaukenas fa l'en plein dalla riga bianca per il +2 (21-23) reggiano. Con Diener costantemente assediato, l’attacco reggiano è affidato a Kaukenas e a Cinciarini. Liberissimo, Logan spinge i suoi al 24-23 prima che Cinciarini zittisca tutti con la tripla del nuovo +2 che diventa +5 con il gioco da tre punti di Polonara, primo dei biancorossi ad andare in doppia cifra. Il massimo vantaggio di 7 punti (24-31) lo regala poi Cinciarini in avvicinamento, mentre la zona reggiana continua a fare il proprio dovere. Sassari non demorde: ritrova un gran ritmo e non lascia più schierare la difesa ai reggiani. Lo sprint dei sardi porta al 31 pari con una tiro in transizione di Dyson, vero protagonista del break da 8 a 0 a 80”. Non bastano i 4 liberi di Kaukenas per ribaltare il risultato: prima l'1/2 di Dyson e poi la schiacciata di Kasdji manda alla pausa sul 36 a 35. Con Brooks e Sanders lanciatissimi a spingerla, prosegue la fuga dei sardi, inframezzata dal canestro di Cinciarini che, in un "faccia a faccia" con Dyson rimedia pure un evitabilissimo tecnico. Silins si sblocca in attacco e Reggio torna a strettissimo contatto (41-39) degli avversari. A riprendere gli avversari è Cinciarini dai 6 metri al 3'30" di gioco. Mentre la Grissin Bon continua a sbagliare troppo da tre, Sassari dimostra di avere una marcia in più Sassari. Che scopre il talento di Kasdji, capace di far sanguinare per due volte la difesa reggiana, mettendo le ali alla Dinamo (48-41 al 5'). Conta poco il 4 a 0 della Grissin Bon perché Sassari ha deciso di far la voce grossa e in un niente si riporta sul +8 alzando a mille la pressione difensiva soprattutto su Mussini iin veste di play con Cinciarini lasciato ostinatamente in panchina. A dare una spallata alla Grissin Bon, in sofferenza davanti alla difesa superaggressiva sarda, è il gioco da tre punti di Brian Sacchetti (55-46) a 1'30" al terzo gong. Dopo il doloroso schiaccione di Sanders, sul -11, Cinciarini viene ributtato dentro. Dalla lunetta, Kaukenas fissa il punteggio alla fine del terzo periodo sul 57-48. In palla, Dyson infila la tripla del +12 . Reggio continua a spadellare ( da tre, alla conta finale, sarà un deludente 2/18). E’ poi Kaukenas - l'unico lucidissimo - interrompe il digiuno offensivo. Resta però troppo solo, il fuoriclasse lituano capace di infilare il canestro del -9 (66-57) un attimo prima di quello della staffa di Sanders, a 2’30”. Seguirà lo show di schiacciate di Lawal e, sui titoli di coda, l'urlo della curva reggiana commovente nell'intonare l'ultimo “Totalmente dipendente” e poi a rendere omaggio con un coro ai vincitori.

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