Adesso è difficile capire qual è la vera Reggiana
INVIATO A PIACENZA. Ma qual è la vera Reggiana? L’interrogativo è legittimo. E’ la squadra che ha mostrato maturità nello sbancare Ferrara, quella che ha superato tutte le avversità contro il...
INVIATO A PIACENZA. Ma qual è la vera Reggiana? L’interrogativo è legittimo. E’ la squadra che ha mostrato maturità nello sbancare Ferrara, quella che ha superato tutte le avversità contro il Pontedera oppure l’armata Brancaleone scesa in campo a San Marino o quella sconclusionata vista ieri al Garilli? Restano i numeri che dicono che la Reggiana contro le ultime due del girone (San Marino e Pro Piacenza) ha regalato sei punti.
L’allenatore Colombo, come sempre, nella sua onestà intellettuale si è assunto tutte le responsabilità per non aver mandato in campo “una squadra ma solo undici giocatori” e ha usato parole forti per come i granata hanno interpretato la partita. E’ passato dallo zuccherino al cianuro ma basterà? Per poter lottare per il primo posto occorre quella capacità di “leggere la partita” che la Reggiana aveva evidenziato col Pontedera. Ieri così non è stato perché su un terreno pesante per poter dare brio alla manovra era indispensabile giocare con pochi fraseggi e servizi più in profondità per gli attaccanti. Ma l’undici mandato in campo non ha mostrato questa capacità camaleontica per cui c’è effettivamente anche una responsabilità di Colombo nel non aver saputo adattare la Reggiana alla situazione. Ciò che invece ha fatto benissimo Franzini con il suo Pro Piacenza. Poi sarà solo un particolare perché non capita tutte le domeniche di perdere una partita subendo solo due tiri nello specchio della porta. Il tempo stringe e non ci sarà sempre tempo per un’altra occasione. (w.m.)
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